Arancia Rossa

Cattolici, l’opposizione nel Paese

Pubblicato su Stato e società by Antonio De Rose su Luglio 10th, 2008

Famiglia Cristiana critica duramente la proposta del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, di prendere le impronte ai bambini rom. Il settimanale diretto da Don Antonio Sciortino punta l’indice contro i ministri “cattolici” che non avrebbero “alzato un dito a contrastare l’indecente proposta razzista…”. Premesso che non condivido la proposta Maroni: ingiustamente discriminatoria; forse, quando Giuliano Ferrara sosteneva, all’indomani del suo insediamento, che il Berlusconi IV è il governo più laico - il primo addirittura - della storia repubblicana, non aveva tutti i torti. Il senso di questa provocazione è spiegato molto bene da Carla Castellacci, coautrice insieme a Telmo Pievani di Sante ragioni, edito da Chiarelettere, sul suo blog. Scrive Castellacci: “il problema non riguarda il credo personale dei ministri, ma l’assenza di figure abituate a dialogare e a prendere decisioni dopo essersi consultate con le gerarchie vaticane, come è sempre stata prassi anche dopo la fine della DC.” (continua…)

“Blocca processi”, meglio l’amnistia

Pubblicato su Stato e società by Antonio De Rose su Luglio 10th, 2008

L’auspicio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per un clima politico più sereno e costruttivo è il nostro. Certo, il dialogo fra governo e opposizione è reso estremamente difficile dall’atteggiamento del Cav. che da ancora una volta prova di scarso senso delle istituzioni delegittimando apertis verbis il lavoro dei magistrati. La maggioranza iscrive nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” una misura che, tra gli altri, sospende il procedimento giurisdizionale a carico del presidente del Consiglio, alla sbarra per corruzione in atti giudiziari. La rissa non ci piace perché, come scrive Massimo Franco sul Corriere della Sera di sabato scorso, in essa “si smarriscono le responsabilità”. Ma ci sarebbe di che scandalizzarsi se l’ emendamento che sospende per un anno i processi con pene inferiori a dieci non venisse espunto dal testo approvato in via definitiva dalle Camere. Noi ci speriamo ancora. La questione intorno all’immunità delle alte cariche istituzionali non dev’essere un tabù. Non può esserlo in uno stato costituzionale e di diritto. (continua…)

Sinistra democratica, riflessioni dopo il congresso

Pubblicato su Stato e società by Nicola Scirchio su Luglio 4th, 2008

Il 20 giugno scorso nella accogliente cornice della Città dei Ragazzi di Cosenza si è svolto il primo congresso provinciale della Sinistra Democratica, ovvero il nuovo soggetto politico che si propone di riunire in un solo partito gli esponenti della sinistra italiana che non hanno aderito al progetto del PD. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta i ragazzi che hanno avuto il gentile pensiero di invitare anche Arancia Rossa a questa importante manifestazione. Le numerose persone iscritte a parlare hanno commentato i disastrosi risultati ottenuti dalla sinistra alle ultime elezioni politiche cercando le ragioni di una tale disfatta e proponendo idee e rinnovamenti per l’auspicabile prossima rinascita. I vari interventi che si sono susseguiti hanno naturalmente suscitato in noi di Arancia Rossa molte riflessioni, alcune buone, altre meno buone. Ho apprezzato la presenza e la partecipazione di molti giovani appassionati appartenenti a diverse associazioni e partiti politici, sono state di buon auspicio alcune idee di rinnovamento e di ricambio generazionale. Forti e giuste autocritiche hanno caratterizzato gran parte del dibattito e non sono mancati i soliti interventi anti-PD. (continua…)

A Silvio

Pubblicato su Culture, Stato e società by Nicola Scirchio su Giugno 25th, 2008

Se sei stato un po’ birbante
e sei quasi condannato
ne puoi uscir tutto trionfante
se il processo l’hai bloccato.

Hai corrotto un po’ l’inglese?
Oh che storia! Son sgomento!
Ma hai risolto la questione
con un solo emendamento.

Che ti frega? Presidente!
Tu sei il capo, tu puoi tutto.
Basta fare ciò che hai in mente
e il PM sta all’asciutto.

Niente ICI! Niente tasse!
E qui giù noi ti votiamo.
Se non tocchi a noi le casse
il consenso te lo diamo.

Quanto ancora aspetteremo?
Quanto ancor consenso avrai?
E noi, si, ci chiederemo
se tu mai la pagherai.

Per non eliminare Dio dal discorso pubblico

Pubblicato su Stato e società by Antonio De Rose su Giugno 5th, 2008

In Laici per amor di religione Joseph Ratzinger pone una questione enorme: “L’Europa – contrariamente all’America – è in rotta di collisione con la propria storia e si fa spesso portavoce di una negazione quasi viscerale di qualsiasi possibile dimensione pubblica dei valori cristiani. Perché? Come mai l’Europa, che pure ha una tradizione cristiana molto antica, non conosce più un consenso del genere? Un consenso che, indipendentemente dall’appartenenza a una determinata comunità di fede, conferisca alle concezioni fondamentali del cristianesimo un valore pubblico e portante?” Non è chi non veda come concezioni di origine religiosa siano parte dei fondamenti condivisi di un ordinamento giuridico com’è il nostro, com’è quello statunitense. Eppure il pensiero laicista contemporaneo tenta di forzare, di piegare alla propria visione, il concetto stesso di laicità perorando la causa di una secolarizzazione, a mio modo di vedere, sempre meno liberale, sempre più repressiva. Il laicismo vorrebbe, in altre parole, relegare la religione nel privato neutralizzando lo spazio pubblico in nome del relativismo. (continua…)

Salve, ci siamo anche noi

Pubblicato su Stato e società by Nicola Scirchio su Giugno 5th, 2008

A quanto pare in Italia, anzi, nella fantomatica Padania è in corso un invasione di Rom che rubano, picchiano, ammazzano, stuprano, sporcano e puzzano. Le proporzioni di questo fenomeno sono così imponenti che ogni altro problema italico è stato relegato in secondo, terzo piano. Da settimane si discute quasi esclusivamente di reato di clandestinità, o di aggravante di clandestinità o di clandestinità senza reato né aggravante; si cerca di scegliere, insomma, la via più breve per rispedire a casa gli immigrati clandestini (per il momento solo quelli clandestini). Il Governo italiano sta adottando misure anti-immigrazione bocciate dall’ONU, dalla UE, dalla Chiesa cattolica e derise dai nostri cugini spagnoli, un successo dopo l’atro che ci rende ancora più lo zimbello d’Europa. Secondo l’Opera Nomadi i Rom in Italia sono circa 160 mila (lo 0,3% rispetto ai 9-12 milioni che vivono negli Stati dell’Unione Europea), e grosso modo mi pare di ricordare che una decina (forse una ventina, ma diciamo pure una cinquantina) di questi 160 mila si sono resi responsabili di vari reati, alcuni senza dubbio ripugnanti. (continua…)

A Bilbao può succedere che

Pubblicato su Lettere by Antonio De Rose su Giugno 3rd, 2008

In una mattina dedicata a sbrigare faccende burocratiche può capitare di soffermarsi a chiacchierare con degli impiegati comunali. Dopo avere, rapidamente, completato le pratiche una signora ti chiede quale aria si respiri in Italia, il tuo paese di provenienza; chiede conferma a proposito delle stucchevoli notizie che giungono dalla penisola. Cerca di capire i perché della deriva politica e sociale italiana, della quale i media locali offrono dettagliate informazioni. È difficile, per chi è nato e cresciuto nel Paese Basco, comprendere perché vi sia un tale accanimento contro le persone di etnia Rom, perché una città come Napoli sia sommersa dai rifiuti o perché un governo come quello di Berlusconi sia al potere. Puoi cogliere, negli occhi della tua interlocutrice, una sorta di disappunto. Un sentimento di compassione verso un popolo cui si sente empaticamente legata e del quale si rammarica per la situazione in cui versa. E tu, inconsapevole e occasionale, rappresentante dei tuoi concittadini fissi nel vuoto cercando di offrirle qualche rassicurazione, un appiglio che ti porti a dire “tranquilla, perché a breve tutto sarà risolto”; ma, in questo momento, è impresa francamente ardua.

farabundo martì

Citazione necessaria

Pubblicato su Culture, Stato e società by Francesca Romana Lupi su Maggio 29th, 2008

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

(Bertold Brecht)

La “irragionevole” durata del “giusto” processo

Pubblicato su Stato e società by Evelina Piraino su Maggio 23rd, 2008

Come chiarito dall’art 111, comma 1°, della nostra Costituzione, il “giusto processo” è quello risultante dalla summa di una serie di principi di carattere generale che fanno (o dovrebbero fare) sì che la macchina del potere giudiziario funzioni alla perfezione: punisca i cattivi ed assolva i buoni. Semplificando di molto i termini della questione, potrebbe dirsi che è giusto quel processo che, in tempi ragionevolmente brevi, attraverso il confronto delle parti contrapposte nella lite, in condizioni di assoluta parità, e grazie ad un soggetto terzo ed imparziale (il giudice), ottenga infine un risultato che sia pro veritate. Si applichi, cioè, correttamente la legge al caso concreto. Purtroppo, il concetto di giustizia, inteso come sublime ideale di perfezione, spesso e volentieri si sgretola miseramente mettendo piede nelle aule di Tribunale. E non solo. Vengono distrutte anche tutte le elementari nozioni che si accumulano durante il faticoso corso degli studi universitari: spesso infatti il giudice non è poi così “terzo”, e le parti non sono proprio “uguali” di fronte alla legge, né tantomeno, com’è inevitabile, il risultato finale del sillogismo è quello della corretta risoluzione della controversia. (continua…)

Energia alternativa, effetto serra, le prospettive

Pubblicato su Culture by Francesca Romana Lupi su Maggio 15th, 2008

Guardo fuori dalla finestra e quello che vedo è un pioggerellina sottile sottile che scende leggera ricoprendo di un velo di malinconica freschezza tutta la città. Vedo anche le colline verdi che preannunciano il lussureggiante spettacolo primaverile imminente che ci condurrà dolcemente all’estate. E se tutto questo un giorno svanisse? Il proverbio più scontato del mondo asserisce che “non ci sono più le mezze stagioni”, e se da un lato questo è diventato un simpatico espediente per sottolineare la banalità di certi discorsi, dall’altro è purtroppo un lugubre presagio. Che il clima stia cambiando in maniera incessante ed incalzante è una verità di cui non si fa più ormai mistero: quando durante l’inverno (parlo di quello 2006/2007) si vedono le farfalline svolazzare allegramente, gli alberi in fiore e le placide montagne della Sila senza neve, ci si rende conto che è necessario correre ai ripari. L’effetto serra ormai tristemente celebre non è più un argomento di ecologia studiato alle scuole elementari, che sembra così distante dalla realtà in cui si vive, ma è un potente guaio le cui ripercussioni si palesano, per l’appunto, ogni giorno che passa. L’incessante desiderio di produzione ha portato oltre al benessere economico di cui si è goduto negli ultimi decenni, anche al riversamento in atmosfera di quantità allarmanti di CO2. (continua…)