La rivincita
Con il voto del 13 e 14 di aprile si è aperta una fase decisiva per il futuro delle istituzioni democratiche del nostro paese. Le trattative in seno alla maggioranza procedono in vista della formazione del nuovo governo. Parallelamente il Cavaliere ha avviato un dialogo con l’opposizione sulle riforme istituzionali. Il Partito democratico ha dato la sua disponibilità a trattare, con riferimento alla forma di governo, sulla base di un modello, quello francese, che consegnerebbe alla storia il parlamentarismo e con esso la “prima repubblica italiana”. Questa volta sul serio. Il semipresidenzialismo alla francese fisserebbe in maniera pressoché irreversibile l’assetto bipolare e bipartitico scaturito dalle elezioni. Di più, sbilancerebbe tale assetto a favore del principale, del più abile, interprete di una dialettica politica fondata, da quindici anni a questa parte, sui personalismi, sul leaderismo, piuttosto che sulle opzioni politico-programmatiche. Il paese continua la sua navigazione verso i lidi dell’antipolitica. L’approdo è oramai vicino. Berlusconi e il berlusconismo hanno trionfato nell’ultima tornata elettorale. La teoria parasociologica de il Caimano di Nanni Moretti, che vuole il Cavaliere di Arcore artefice di una svolta epocale nel nostro modo di pensare, di elaborare i concetti di pubblico e privato, è per conto mio verificata: “Berlusconi ci ha cambiato (effettivamente) la testa”. (continua…)
