Il futuro e la ricerca
Pubblicato: 29 ottobre 2008 Filed under: Stato e società 10 Commenti »Ogni giorno ti chiedi di più. Alla soglia (ancora non prossima, ma già ben visibile) dei 30 anni fare un resoconto è doveroso. E chiedersi soprattutto cosa hai guadagnato rispetto a 10 anni fa, cosa hai fatto di più. 10 anni fa frequentavo il 4° anno di liceo, ero una secchiona, con pochi amici e molti sogni. Oggi sono un po’ meno secchiona, ho molti amici, ma dello studio e della ricerca ho fatto una professione, e i sogni sono ancora tutti lì. Oggi ho una bella laurea in tasca, sto per finire un dottorato di ricerca, sono all’estero per studio, potrei avviare una bella carriera, ma…. Davvero, che ne sarà di me? L’università italiana è una “nave senza nocchiero in gran tempesta”, e gli eventi di questi giorni ne sono emblematico quadro. Sto in un laboratorio da tre anni per 12 ore al giorno, molto spesso il mio lavoro è mortificato da chi ti guarda sconcertato perché non sa neanche cosa sia il dottorato di ricerca, ma anche da colleghi che si comportano da bestie affamate perché “mors tua vita mea”. Tutto ciò per 800 euro al mese. Leggi il seguito di questo post »
Il dissenso non è reato
Pubblicato: 28 ottobre 2008 Filed under: Stato e società 3 Commenti »La pubblica istruzione italiana è allo sbando: poca formazione, poca disciplina, troppa tolleranza verso i somari, i bulli e i maleducati, edifici fatiscenti eccetera. La buona notizia è che non abbiamo ancora toccato il fondo. Lo toccheremo a breve con la chiusura delle scuole più piccole, con i licenziamenti di parte del corpo docente, con il precariato ancora più precario, con la negazione del diritto allo studio, con i tagli selvaggi all’istruzione, insomma, con la riforma Gelmini. Professori, studenti, rettori, presidi e genitori sono sul piede di guerra. Gli istituti scolastici e le Università sono in fermento e le occupazioni, le autogestioni, gli scioperi e le manifestazioni in tutto il Paese ormai non si contano. Il nostro Presidente del Consiglio un giorno minaccia l’intervento della polizia per zittire i manifestanti con la forza, il giorno dopo smentisce ciò che ha pubblicamente affermato, un altro giorno comunica a due milioni di persone riunite al circo massimo che possono protestare quanto vogliono, tanto a lui non importa niente. Direi di dare un’occhiata a ciò che dicono gli esperti: Leonardo Morlino su “il Dizionario di Politica” scrive che: Leggi il seguito di questo post »
Scuola, lo status quo è indifendibile
Pubblicato: 24 ottobre 2008 Filed under: Stato e società 1 Commento »La polizia nelle scuole sposta il terreno del confronto politico e sociale dalle sedi istituzionali alle strade. Va male. Una razionalizzazione della spesa pubblica è assolutamente necessaria. Lo sono anche livelli adeguati delle prestazioni che concernono i diritti civili e sociali, l’effettività dello statuto di cittadino italiano. Il decreto Gelmini dispone dei tagli sensibili nel comparto istruzione, per questo è osteggiato da docenti e studenti. Ma lo status quo è indifendibile, mi spiace per loro. Manca un progetto di riforma complessivo, questo è vero. E un’opposizione responsabile cosa dovrebbe fare se non proprio evidenziare questa circostanza, rimarcarla con la proprietà dei termini di un dibattito finalmente maturo? Purtroppo il Partito democratico non è ancora una opposizione programmatica, il suo target non è il governo del Paese. Sembra esserlo piuttosto la conquista del potere fine a sè stessa. Allo scopo Veltroni intende saldare la piattaforma del 25 ottobre, data in cui si terrà la manifestazione nazionale del Pd, alle agitazioni studentesche di queste ore. Ma la politica non insegue la piazza, la rappresenta.
Tu conosci Roberto Saviano?
Pubblicato: 19 ottobre 2008 Filed under: Stato e società | Tags: camorra, casal di principe, Saviano, studenti Lascia un commento »Queste sono le risposte degli studenti del liceo scientifico di San Cipriano (Casal di Principe):
E’ nu scem’; La prossima volta si faceva i fatti suoi; Era meglio che stava ‘a 167 (secondigliano) appost’ e fa sti ccose, stu scem’ (ridendo); Se stava zitto stava più sicuro; Se Saviano non parlava, a Casale non succedeva niente, stavano tutti tranquilli; Minacce, non minacce… secondo me non è vero, è un fenomeno mediatico; Ora non stiamo più tranquilli; L’invasione dell’esercito è colpa di Saviano; Prima la camorra ci faceva stare tranquilli; Inquinano il territorio e spacciano droga? Ma non è vero, non è vero proprio!; Non bisogna fare niente perché… a noi la camorra non da nessuno fastidio; L’esercito non fa male alla camorra, fa male a noi. Fermano i motorini e chi non sta a posto comunque ci va per sotto; E’ una pedina in mano allo Stato, è stato sfruttato e abbandonato, verrà ucciso dai servizi segreti e ci andremo di mezzo noi.
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Firma l’appello dei premi Nobel per Saviano.
E’ la fine di una sottocultura, non del mercato
Pubblicato: 16 ottobre 2008 Filed under: Stato e società Lascia un commento »Non è la fine del mercato. Non penso che abbia smesso tutto d’un tratto di funzionare. E’ la fine di una sottocultura economica, di una pratica finanziaria, corrispondenti alla “fede nell’illimitata sostenibilità del debito“. La crisi non deve portare il sistema indietro nel tempo, all’interventismo statale massivo o peggio al protezionismo. Se lo Stato, in violazione delle più elemementari – evidentemente non tanto ndr – norme sulla concorrenza, impedisce alle banche gestite male di fallire ovvero di ristrutturarsi in modo autonomo (vedi Ubs e il suo riposizionamento di Investment Bank), per paura che la crisi finanziaria contagi l’economia reale, la situazione potrebbe persino aggravarsi. La garanzia del pubblico sui depositi e i prestiti interbancari, la sua partecipazione al capitale delle banche, non scongiura il rischio di un collasso sistemico globale, lo sposta. Meglio le nazionalizzazioni tout court che gli aiuti di Stato. Alla politica domando soprattutto regole. Che impongano alle banche di fare le banche, di non esporsi, ma soprattutto di non esporre i risparmi di milioni di persone, al rischio connesso all’impiego di strumenti cosiddetti di finanza derivata.
Leggi La distruzione creatrice di Bernard-Henri Lévy sul Corriere della Sera del 10 ottobre 2008
Crisi Usa, l’ombra del Big Government e la risposta europea
Pubblicato: 5 ottobre 2008 Filed under: Stato e società 1 Commento »La Camera Usa ha approvato in via definitiva il piano Paulson per il salvataggio del sistema finanziario americano. Con le modifiche apportate al testo, passato mercoledì al vaglio dei senatori, il provvedimento che immette nel mercato nuova liquidità liberandolo dai cosiddetti “toxic assets” è stato licenziato anche dai deputati più intransigenti dei due partiti perchè restituisce fiducia ai mercati e alleggerisce la posizione della middle class e delle piccole imprese mediante il ricorso alla leva fiscale.
Occorre ripensare il sistema di regole che sovrintende il libero gioco della finanza. Sul verso di questo ripensamento si tiene un dibattito importante, la stessa corsa alla Casa Bianca è influenzata da quello intorno all’ulteriore regolazione ovvero alla deregolazione del mercato. Nel primo caso avrebbero la meglio gli speculatori che hanno condotto il sistema ad un passo dal suo annientamento, essi contano, a questo punto, sul provvidenziale intervento dello Stato, dunque sulla socializzazione delle perdite. Nel secondo caso a prevalere sarebbe il liberismo congenito nella cultura politica a stelle e strisce. Il Big Government è un ombra temutissima che aleggia sulla società americana; alla Camera, in occasione del primo voto sul piano Paulson-Bernanke, abbiamo registrato i primi segnali di reazione da parte dell’ortodossia del “free market”.
In Europa un gruppo di economisti lancia un appello alle autorità politiche dell’Ue e degli stati nazionali. La crisi americana ha contagiato anche il Vecchio Continente, la sua portata richiede una risposta corale. Invece si procede in ordine sparso, salvando un banca per volta. In Italia, poi, il ministro dell’Economia sottovaluta l’interdipendenza dei mercati internazionali, ragiona ancora in termini di “mercato italiano”, rassicura tutti sulla liquidità delle banche di casa nostra quando il problema sembra essere di capitalizzazione azionaria, relativo cioè al valore di mercato delle azioni delle società quotate. Il coordinamento delle politiche economiche a livello europeo ha bisogno di una stretta, di essere rilanciato, perchè da esso dipende il futuro stesso dell’Unione.
- Leggi Rivolta libertaria. La pancia dell’America è stanca di risolvere i guai del mondo di tasca propria su Il Foglio.it del 1 ottobre 2008
- Leggi Mario Monti, Stato e mercato oltre la crisi, sul Corriere della Sera del 21 settembre 2008
- Leggi Francesco Vella, Il coraggio di cambiare le regole, su Lavoce.info
