Dietro lo scudo
Dietro il cosiddetto “scudo fiscale” si nasconde un’amnistia di fatto che contravviene al nostro diritto costituzionale (Art. 79, primo comma, Cost. “L’amnistia e l’indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale”). Lo scudo consente il rimpatrio dei capitali detenuti illegalmente all’estero alla data del 31 dicembre 2008. Di più, estingue (perciò amnistia) i reati relativi all’omessa e infedele dichiarazione dei redditi, per non parlare della falsa rappresentazione di scritture contabili obbligatorie (v. falso in bilancio). Il disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009, attualmente all’esame della Camera, mina alle fondamenta il principio della certezza giuridica, cardine del ordinamento costituzionale e democratico, incentiva l’evasione fiscale, reca un forte pregiudizio alla credibilità del Paese nei confronti dell’Unione Europea e dei mercati, favorisce le organizzazioni criminali che potrebbero “ripulire” il denaro frutto di attività illecite avvalendosi della segretezza garantita loro dal testo di legge, non essendo gli intermediari o i professionisti che curerebbero il rimpatrio tenuti alla segnalazione di operazioni sospette di riciclaggio. Ce n’è abbastanza perchè il presidente della Repubblica non promulghi una legge siffatta, per un suo rinvio.
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Dal blog de “il Fatto Quotidiano” ho appreso che ieri la Camera è stata chiamata a votare la pregiudiziale di incostituzionalità presentata da IdV contro lo scudo fiscale. Le molte assenza fra i banchi del PdL e della Lega (70 su 329) stavano per compromettere l’iter parlamentare del mega condono. Purtroppo il PD è riuscito a fare un altro favore alla maggiornaza: 59 assenze su 213 (28%). Per fermare questo scandalo sarebbero bastati 27 voti. Domani il Fatto Quotidiano pubblicherà i nomi degli “assenti salvascudo”; per il momento elenca a caso: FRANCESCHINI, BERSANI e D’ALEMA. La classe dirigente dell’”opposizione”.
Nicola Scirchio
Settembre 30, 2009 alle 11:43 am