Il segreto di Pulcinella

La più grande fuga di notizie della storia, i documenti statunitensi riservati diffusi da WikiLeaks, non ci ha detto niente che già non sapessimo. Niente della massima segretezza. I festini di Berlusconi, poi, non si possono considerare neppure Restricted, figuriamoci Top Secret. Qualcuno, evidentemente fuori misura, ha parlato di un Unidici Settembre delle relazioni internazionali come conseguenza della diffusione non autorizzata di informazioni condifenziali e analisi diplomatiche sui leader stranieri, alleati degli Usa e non. Piuttosto mi pare che siamo di fronte alla riscoperta su scala mondiale di un genere letterario, la commedia dell’arte. Julian Assange somiglia più a un tipo napoletano che australiano. Egli divulga falsi segreti, con le ovvietà si prende gioco dei potenti. Facciamo attenzione a non confondere certi retroscena svelati al grande pubblico con la doverosa contestazione dell’ordine costituito, quando non è giusto. Quello di Assange non è neppure sovversivismo, ma un idiotismo che noi italiani chiamiamo comunemente “segreto di Pulcinella”.



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