Un partito nato morto
Pubblicato: 31 marzo 2010 Filed under: Stato e società | Tags: bersani, calabria, elezioni, pd, regionali 2 Commenti »Non è un partito di sinistra, né di centro né di destra. In Europa snobba i popolari quanto i socialisti. Vorrebbe forse essere un partito “pigliatutto”, come il PDL, ma finora ha preso ben poco. Il Partito Democratico, dopo la sconfitta (l’ennesima) alle elezioni regionali pare voglia continuare la sua fallimentare avventura nonostante i tragici risultati raccolti fin dal giorno della sua nascita. Dalle politiche del 2008, passando per le europee del 2009 per giungere alla disfatta delle regionali 2010 il cammino dal PD è costellato da brucianti sconfitte. E’ chiaro che quando si è già morti ancor prima di nascere non si può andare lontano. Dramma nel dramma: il Paese è completamente nelle mani di Berlusconi che gira e rigira lo Stivale a suo piacimento, senza che nessuno riesca a contrastarlo.
Ecco la mia personalissima e utopica cura:
Pierluigi Bersani deve dimettersi. I delegati, riuniti in un’assemblea straordinaria, devono porre fine a questa agonia sciogliendo il partito. Nichi Vendola deve riunire le forze riformiste e socialiste del Paese e deve creare un grande partito unico della sinistra. La convention del nuovo partito dovrà eleggere Vendola segretario per acclamazione. I probi viri dovranno fare attenzione alle infiltrazioni indesiderate e chiedere senza tentennamenti che gli indegni vengano espulsi. Naturalmente sarà necessario entrare nel Partito Socialista Europeo. Chi è troppo “di centro” per questa soluzione ha sempre la possibilità di seguire Rutelli e/o Casini che ancora stanno appresso alle direttive della madre Chiesa. Chi è troppo “di sinistra” invece può sempre seguire quei personaggi un pò retrò tipo Ferrando e/o Diliberto che ancora stanno appresso alla morta e sepolta madre Russia.
L’auspicio in Calabria
Se invece il Partito Democratico decidesse di perseverare nell’agonia, che almeno faccia piazza pulita di tanti suoi esponenti calabresi. L’assurda idea di ricandidare in Calabria il presidente uscente Agazio Loiero è stato un suicidio politico dati i cinque anni di malgoverno e di malcontento generalizzato. Come minimo, dopo la disfatta elettorale, auspico una tabula rasa dei vertici del PD calabrese: persone che da troppi anni siedono sulle poltrone che contano e che hanno lasciato marcire la Regione esattamente dove l’avevano trovata.
La vittoria di Vendola: un monito per il PD
Pubblicato: 25 gennaio 2010 Filed under: Stato e società | Tags: elezioni, pd, primarie, vendola Lascia un commento »Francesco Boccia e il suo PD, ma anche Bersani e soprattutto D’Alema incassano una sonora sconfitta, l’ennesima per il partito di centro (sinistra?). Nichi Vendola stravince le primarie in Puglia e si prepara allo scontro elettorale che lo vedrà opposto al delfino dell’ex governatore Fitto, Rocco Palese. Il PD ha perso, perde, straperde e continuerà a perdere. Ha perso contro la destra, ha perso in Puglia anche contro la sinistra e l’unico commento sensato che ho sentito fin’ora è stato quello dell’ex ministro dell’istruzione Fioroni: “Balliamo sul baratro, e la prossima volta può arrivarci un calcio nel sedere a tutti”. Ma Bersani è stato chiaro: “la linea non cambia”. Benissimo: l’alleanza con Di Pietro sembra ormai giunta al tramonto, di sinistra non se ne parla, i movimenti spontanei come quello del “popolo viola” vengono snobbati, si cercano dialogo e compromessi col Governo della malavita e degli interessi particolari e l’unica alleanza possibile sembra essere quella con l’UDC di Totò Cuffaro, di Cesa, di Mannino e di altri delinquenti. Se la linea del segretario è davvero questa allora spero che il baratro di cui parla Fioroni sia dietro l’angolo e che le elezioni regionali diano l’atteso calcio nel sedere a questo partito da quattro soldi che non offre nulla di più rispetto al nulla che offre il PDL. Che questa nuova DC si faccia! Che il marcio che c’è nel PD converga al centro! E che tutto ciò accada nel più breve tempo possibile. Dateci un partito riformista, di centrosinistra, dei cittadini, della legalità.
Senza speranza, o quasi
Pubblicato: 24 novembre 2008 Filed under: Stato e società | Tags: latorre, pd, pizzini 4 Commenti »Sono ancora un romantico della politica, ma profondamente deluso da chi pretende di amministrarla. Sto iniziando a generalizzare, a fare di tutta l’erba un fascio, a non fare più differenza tra i partiti politici. Da parte mia piovevano critiche su coloro che, rassegnati, mi dicevano in cosentino “tanto sù tutti i na mala manera”, “sù tutti delinquenti”, “sù tutti d’accordo”. Devo ricredermi e devo ammettere di aver avuto torto per tutto questo tempo. Devo anche chiedere scusa se troppo spesso ho suggerito di mettere la croce sul simbolo del PD, mi vergogno di aver fatto un pò di campagna elettorale per il nuovo partito del centro sinistra italiano. Il pizzino che l’onorevole(?) Nicola Latorre (PD) ha passato al “nemico” Bocchino (PDL) per suggerirgli le risposte da dare a Donadi (IDV) è l’esempio lampante del triste inciucio che c’è fra maggioranza e opposizione. Latorre non si è dimesso, il PD non l’ha sbattuto fuori a calci e sputi, il PDL ringrazia in silenzio e l’Italia sprofonda sempre di più in un baratro di tristezza senza fondo. Se c’è un futuro ritengo che sia necessario trovarlo in liste civiche autonome che dal piccolo delle città riescano a smantellare il sitema partitico attuale per crearne uno completamente nuovo nel giro di qualche anno.
