Salve, ci siamo anche noi

A quanto pare in Italia, anzi, nella fantomatica Padania è in corso un invasione di Rom che rubano, picchiano, ammazzano, stuprano, sporcano e puzzano. Le proporzioni di questo fenomeno sono così imponenti che ogni altro problema italico è stato relegato in secondo, terzo piano. Da settimane si discute quasi esclusivamente di reato di clandestinità, o di aggravante di clandestinità o di clandestinità senza reato né aggravante; si cerca di scegliere, insomma, la via più breve per rispedire a casa gli immigrati clandestini (per il momento solo quelli clandestini). Il Governo italiano sta adottando misure anti-immigrazione bocciate dall’ONU, dalla UE, dalla Chiesa cattolica e derise dai nostri cugini spagnoli, un successo dopo l’atro che ci rende ancora più lo zimbello d’Europa. Secondo l’Opera Nomadi i Rom in Italia sono circa 160 mila (lo 0,3% rispetto ai 9-12 milioni che vivono negli Stati dell’Unione Europea), e grosso modo mi pare di ricordare che una decina (forse una ventina, ma diciamo pure una cinquantina) di questi 160 mila si sono resi responsabili di vari reati, alcuni senza dubbio ripugnanti. Secondo i nostri governanti, insomma, quello dei Rom è davvero il problema più grave che si presenta in questi anni, il più urgente, il primo da risolvere. La sicurezza prima di tutto è ormai il loro motto. Riflettevo sul fatto che 160 mila potrebbero essere diciamo gli abitanti di Reggio Calabria. Mi chiedo: saranno una cinquantina coloro che delinquono nella città dello stretto? Riflettevo anche sul fatto che in Calabria, secondo le forze dell’ordine, sono all’opera circa 155 cosche che contano suppergiù 6 mila affiliati dediti alle più svariate attività criminali. Ragionavo pure sul fatto che la mafia con un fatturato di circa 90 miliardi di euro nel 2007, pari al 7% del PIL, è di gran lunga la prima azienda italiana. Continuavo a riflettere sugli insormontabili ostacoli che un giovane meridionale deve affrontare se gli viene in mente di avviare una qualunque attività imprenditoriale. E riflettevo anche sulla situazione siciliana e su quella campana… Ho deciso, poi, di non riflettere oltre altrimenti sarei andato a chiedere al governo ed ai telegiornali di spiegarmi per quale diavolo di motivo si dà un peso così spropositato a quattro rapine in villa e due stupri facendo credere agli italiani che la sicurezza è a repentaglio a causa dei Rom e dei campi nomadi. Se nelle regioni del Nord Italia si avverte la forte presenza di cingalesi che sputano per terra, di polacchi che lasciano le bottiglie nel prato e di albanesi che fanno le rapine nelle ville miliardarie, qui giù al Sud si avverte la forte incertezza del futuro causato dalla vera malavita. Aleggia spontaneo un pensiero e mi suggerisce che potrebbe esserci in giro chi depista e manovra le fragilissime menti italiane, qualcuno che ci vuole far pensare che il pericolo pubblico numero uno siano i vagabondi che giungono nel Bel Paese da chissà quale parte del mondo esclusivamente per delinquere. Un qualcuno che, evidentemente, vuole che la malavita, quella vera, continui a proliferare mantenendo lo spazio che ha sempre avuto. Questo, a mio parere, è il problema più grave. Il primo da risolvere.

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4 commenti on “Salve, ci siamo anche noi”

  1. farabundo martì ha detto:

    proposta:venerdi 13 giugno si disputerà l’incontro di calcio fra le nazionali di italia e romania,valido per la coppa continentale.in caso di vittoria di chivu e compagni propongo una sfilata per le vie della città.

  2. Antonio De Rose ha detto:

    Dai, non strumentalizzerei l’Europeo…

  3. Nicola ha detto:

    Nei mesti giorni post elettorali mi balenava l’idea di tifare per l’Andorra, ma visto che non s’è qualificata sono certo che davanti al teleschermo prevarrà un sano nazionalismo antisportivo.

  4. farabundo martì ha detto:

    visto il risultato odierno magari la sfilata pro-romania la rinviamo a data da destinarsi.
    farabundo martì


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