Fascisti e antifascisti

Ci sono voluti più di sessant’anni per assistere ad un tentativo di svolta della destra sociale. Peccato che ce ne vorranno altri sessanta (se tutto va bene) perché la svolta riesca. Il leader di AN, Gianfranco Fini, durante il suo intervento alla festa di Azione Giovani aveva esortato la base del suo partito a riconoscersi finalmente nei valori della nostra Costituzione: libertà, eguaglianza, solidarietà, giustizia sociale e antifascismo. Una destra moderna che piacerebbe a molti, da Einaudi a Montanelli, ma non ad uno che si chiama Ladicicco, consigliere provinciale a Roma per il Pdl e presidente di Azione Giovani che in una lettera a Fini scrive: “Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato, anzi, ne ho trovati molti per non esserlo […] Cerca di comprenderci, noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti”. Questo Ladicicco giustifica il suo essere orgogliosamente fascista illustrando alcuni fatti di cronaca avvenuti negli anni ’70/’80 quando “alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati uccisi dall’odio degli antifascisti”. Poverini, i fascisti, loro così bravi, miti, pacifisti, non violenti, democratici e tranquilli. Non facevano altro che passeggiare nei prati verdi canticchiando e raccogliendo bellissimi fiorellini tutti colorati e profumati. Ladicicco Ladicicco… abbi la decenza di trovare altre giustificazioni, se ce ne sono. Insomma come se non bastasse, dopo le infelici uscite di Alemanno e La Russa, adesso Gianfranco Fini deve combattere anche contro tutta la marmaglia di ragazzini che ancora rimpiangono il periodo più triste, più vergognoso e più basso della storia italiana. Perché stiamo tornando indietro? Perché stiamo perdendo di vista i valori della resistenza, della libertà e della democrazia? Il fatto che l’Italia stia andando a rotoli può essere un valido motivo per tollerare questo degrado morale e culturale? Il fatto che la sinistra non sia all’altezza della situazione giustifica questo ritorno al nostro disonorevole passato? I fascisti ci sono sempre stati, d’accordo, ma oggi la situazione è pericolosamente più seria. Il sindaco di Roma è fascista, un Ministro della Repubblica è fascista, gli altri Ministri non scherzano, AN non riesce a diventare un normale partito liberale, il Presidente del Consiglio limita la nostra libertà e noi non ce ne curiamo. Infondo questo è il nostro problema: noi non ce ne curiamo.

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2 commenti on “Fascisti e antifascisti”

  1. Franca ha detto:

    “Ladicicco, chi era costui?” direbbe Alex Manzoni.
    Mi chiedo, a proposito del post, perchè il nostro presidente del consiglio abbia regalato una copia della costituzione italiana in omaggio alla scuola ricostruita dopo la tragedia di San Giuliano, forse come zippa (detta alla cosentina) per la cattedra cigolante della sala professori? Mah. I ministri della repubblica e molti suoi autorevoli rappresentanti calpestano letteralmente ogni giorno le pagine della costituzione, per esempio professandosi fascisti come ben scritto in questo post dal nostro presidente. Forse ci sono, ho capito…alla scuola di San Giuliano mancava lo zerbino!!!

  2. Antonio De Rose ha detto:

    Gli esponenti di An, quelli di Azione Giovani in quanto tali, possono dichiararsi fascisti, onorare la memoria dei caduti per la Repubblica sociale, eccetera. E’ un loro diritto. Non hanno giurato sulla Costituzione. Un uomo delle istituzioni, quale è Ignazio Larussa dal momento che ha ricevuto un incarico ministeriale e prestato giuramento nelle mani del capo dello Stato, no. Non può mettere sullo stesso piano i repubblichini di Salò e la Resistenza italiana. E’ un suo preciso dovere essere antifascista.


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