Crisi Usa, l’ombra del Big Government e la risposta europea

La Camera Usa ha approvato in via definitiva il piano Paulson per il salvataggio del sistema finanziario americano. Con le modifiche apportate al testo, passato mercoledì al vaglio dei senatori, il provvedimento che immette nel mercato nuova liquidità liberandolo dai cosiddetti “toxic assets” è stato licenziato anche dai deputati più intransigenti dei due partiti perchè restituisce fiducia ai mercati e alleggerisce la posizione della middle class e delle piccole imprese mediante il ricorso alla leva fiscale.

Occorre ripensare il sistema di regole che sovrintende il libero gioco della finanza. Sul verso di questo ripensamento si tiene un dibattito importante, la stessa corsa alla Casa Bianca è influenzata da quello intorno all’ulteriore regolazione ovvero alla deregolazione del mercato. Nel primo caso avrebbero la meglio gli speculatori che hanno condotto il sistema ad un passo dal suo annientamento, essi contano, a questo punto, sul provvidenziale intervento dello Stato, dunque sulla socializzazione delle perdite. Nel secondo caso a prevalere sarebbe il liberismo congenito nella cultura politica a stelle e strisce. Il Big Government è un ombra temutissima che aleggia sulla società americana; alla Camera, in occasione del primo voto sul piano Paulson-Bernanke, abbiamo registrato i primi segnali di reazione da parte dell’ortodossia del “free market”.

In Europa un gruppo di economisti lancia un appello alle autorità politiche dell’Ue e degli stati nazionali. La crisi americana ha contagiato anche il Vecchio Continente, la sua portata richiede una risposta corale. Invece si procede in ordine sparso, salvando un banca per volta. In Italia, poi, il ministro dell’Economia sottovaluta l’interdipendenza dei mercati internazionali, ragiona ancora in termini di “mercato italiano”, rassicura tutti sulla liquidità delle banche di casa nostra quando il problema sembra essere di capitalizzazione azionaria, relativo cioè al valore di mercato delle azioni delle società quotate. Il coordinamento delle politiche economiche a livello europeo ha bisogno di una stretta, di essere rilanciato, perchè da esso dipende il futuro stesso dell’Unione.

Annunci

One Comment on “Crisi Usa, l’ombra del Big Government e la risposta europea”

  1. Nicola Scirchio ha detto:

    Mi chiedo cosa potrebbe succedere se i 700 mld di dollari stanziati dal Governo USA non dovessero produrre l’effetto sperato.
    Per quanto riguarda l’Europa….Tranquillissimi! Silvio a Berlino ha trovato la soluzione! Un fondo comune europeo! Peccato che è tornato in Italia con la coda fra le gambe perché nessuno lo reputa credibile. Solo noi italiani.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...