Scuola, lo status quo è indifendibile

La polizia nelle scuole sposta il terreno del confronto politico e sociale dalle sedi istituzionali alle strade. Va male. Una razionalizzazione della spesa pubblica è assolutamente necessaria. Lo sono anche livelli adeguati delle prestazioni che concernono i diritti civili e sociali, l’effettività dello statuto di cittadino italiano. Il decreto Gelmini dispone dei tagli sensibili nel comparto istruzione, per questo è osteggiato da docenti e studenti. Ma lo status quo è indifendibile, mi spiace per loro. Manca un progetto di riforma complessivo, questo è vero. E un’opposizione responsabile cosa dovrebbe fare se non proprio evidenziare questa circostanza, rimarcarla con la proprietà dei termini di un dibattito finalmente maturo? Purtroppo il Partito democratico non è ancora una opposizione programmatica, il suo target non è il governo del Paese. Sembra esserlo piuttosto la conquista del potere fine a sè stessa. Allo scopo Veltroni intende saldare la piattaforma del 25 ottobre, data in cui si terrà la manifestazione nazionale del Pd, alle agitazioni studentesche di queste ore. Ma la politica non insegue la piazza, la rappresenta.

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One Comment on “Scuola, lo status quo è indifendibile”

  1. Nicola Scirchio ha detto:

    Si tratta di un nuovo tentativo di abbassare il già vergognoso livello culturale nel nostro Paese. E’ ovvio che un popolo ignorante è facilmente governabile.


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