Equidistante, non posso

Altro che tregua, i mezzi di terra della Idf (Israeli defence forces) sono penetrati nella Striscia di Gaza per la seconda fase dell’operazione “Piombo fuso”. Lo scopo è quello di disarticolare la “infrastruttura terroristica di Hamas”, di fermare il lancio di missili contro Israele. I capi del movimento islamista, sciagurati, dichiarano che i miliziani non si arrenderanno mai, che lotteranno fin all’ultima goccia di sangue. In tal caso ho paura che la loro lotta sarà invano, che servirà solo ad aggravare le sofferenze della popolazione civile.

Dall’estate del 2005, da quando l’allora premier Ariel Sharon comandò il completo ritiro d’Israele da Gaza e dalla Cisgiordania e lo smantellamento delle colonie ebraiche nei territori destinati allo stato palestinese, per conto mio non si può più essere equidistanti (o equivicini) dalle ragioni d’Israele e dal fanatismo di Hamas. Perchè la questione israelo-palestinese si pone in termini nuovi rispetto al passato. Hamas, infatti, non conduce una lotta di liberazione nazionale come quella animata a suo tempo da Fatah, movimento fondato nel 1959 da Yasser Arafat, spina dorsale dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina). Hamas è un movimento di resistenza islamico che persegue l’obiettivo della completa distruzione dello Stato d’Israele. Perciò non può essere considerato un interlocutore accreditato presso le sedi della mediazione politica che dovrebbe condurre alla fondazione dello Stato di Palestina accanto a quello d’Israele.

Nel 2006 Hamas vinceva legittimamente le elezioni per il rinnovo dell’Anp (Autorità nazionale palestinese) e nella persona di Ismail Hanyeh riceveva l’incarico di formare il nuovo governo. Tuttavia, per la prosecuzione del sostegno, anche finanziario, dell’Autorità nazionale palestinese da parte della Comunità internazionale, Hamas avrebbe dovuto rinunciare alla lotta armata, riconoscere il diritto d’Israele ad esistere, recepire gli Accordi di Oslo sul processo di pace in medio oriente. Così non è stato. Le dispute fra Fatah e Hamas sulla spartizione del potere politico nell’Anp, culminate nella battaglia di Gaza del 2007, hanno determinato la fine dell’unità nazionale palestinese. Hamas ha ripreso a lanciare razzi Qassam sulle città israeliane dichiarando, lo scorso 19 dicembre, cessata la tregua che durava da sei mesi. La “risposta” dello stato ebraico non si è fatta attendere.

Annunci

6 commenti on “Equidistante, non posso”

  1. Francesca ha detto:

    Per me non c’è nessuna giustificazione. Hamas è un’organizzazione terroristica, ma è stata eletta dal popolo con elezioni legali, come è avvenuto in Iran e come, d’altra parte, è avvenuto in Italia. E’ terribile lo so, è addirittura inaudito, ma la Palestina è sovrana sulla decisione che riguarda la sua forma di governo. D’altra parte chiamiamo terrorista la lotta armata di Hamas, e quella americana come la vogliamo chiamare? Israele non ha mai neanche tentato la tregua, e spara con armi ILLEGALI contro la Palestina, creando morti e distruzione ora per gli effetti delle esplosioni e in futuro per cancro e malattie. Non raccontatemi favole, non ditemi che la Palestina ha disturbato il cane che dorme, basta guardare i numeri delle vittime e le perdite da una parte e dall’altra. Cosa ha insegnato l’olocausto? Niente, assolutamente niente.

  2. Antonio De Rose ha detto:

    Nessuno discute la scelta del popolo palestinese di votare per Hamas o meglio nessuno può interferire con essa per quanto sia discutibile. Israele non lo ha fatto, né la comunità internazionale. Ciò che possiamo e dobbiamo fare, da uomini liberi, è esigere che Hamas rispetti il diritto di Israele ad esistere, quello della sua gente a vivere in pace. Critichiamo pure Israele, la sua politica di difesa quando usa mezzi sproporzionati rispetto ad un fine giusto; ma sostenere che lo stato ebraico non abbia mai neanche tentato la tregua no, è spudorato. Israele ha praticato la tregua anche dopo la sua violazione da parte di Hamas, figuriamoci. Le elezioni hanno portato Hamas al potere così come condussero Hitler e Mussolini al governo. Allora l’appeasement internazionale nei confronti del Terzo Reich ebbe conseguenze nefaste.

  3. Francesca ha detto:

    Io sono spudorata, è la mia dote migliore. Il popolo ebraico ha diritto ad esistere così come quello palestinese, confinato in una “striscia” di terreno e privato di diritti umani elementari dall’invasore ebreo. La risposta fu la guerra con le pietre. Difesa? Ma quale difesa? Fine giusto? Antò sono distante anni luce dalla tua visione delle cose, e me ne meraviglio. Niente di personale.

  4. Antonio De Rose ha detto:

    Mi spiace che tu sia distante anni luce da me perchè la mia visione è quella dei “due popoli e due stati”. Israele ha torto quando massacra i civili palestinesi, ma quando si è ritirata unilateralmente entro i propri territori non è stata comunque al sicuro. Il fosforo bianco è eccesso di difesa, ma i razzi Qassam – più di mille l’anno dal 2000 – non sono pietre. Mi auguro che il fuoco possa cessare al più presto, che lasci il campo alla diplomazia. Nel mio articolo spiego perchè non sono equidistante, il resto lo hai scritto tu.

  5. Francesca ha detto:

    me lo auguro anche io naturalmente. Se avessero continuato con le pietre anzicchè i Qassam gliele avrei comprate di tasca mia un paio di bombette, come sai parteggio per la tecnologia! E’ che non ho i soldi! 😉

  6. Nicola Scirchio ha detto:

    Purtroppo il cessate il fuoco e la diplomazia possono risolvere questo conflitto come Mimmo Toscano può portare il Cosenza in serie A. Impossibile.
    L’altra soluzione qual’è? Sterminare i terroristi? Difficilissimo, quasi impossibile. Anche perché suppongo che i metodi israeliani creino nuovi guerriglieri ogni giorno che passa. Si accettano nuove proposte di pace.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...