Non chiamiamolo più testamento

Il disegno di legge sul cosiddetto “testamento biologico” è stato approvato in prima lettura a palazzo Madama da una maggioranza di 150 senatori (122 i voti contrari e 3 gli astenuti). Il testo lascia molto a desiderare per due motivi. Prima di tutto stabilisce che alimentazione e idratazione artificiali non possono essere sospese in quanto forme di sostegno vitale. In secondo luogo non riconosce un carattere vincolante alla dichiarazione anticipata sul fine vita.

Il cuore della disciplina, come ha affermato lo stesso ministro del Welfare Sacconi, è il “No” alla sospensione dell’alimentazione e idratazione. Il paziente non potrà disporre che, in caso di stato neurovegetativo permanente, vengano sospese la somministrazione di acqua e cibo.

Trovo che questa norma sia incostituzionale, fondata su una premessa destituita di fondamento scientifico. Se la somministrazione avviene attraverso delle sonde dovremmo tutti intenderla come un trattamento medico che il paziente ha il diritto costituzionale di rifiutare. Evidentemente questa impostazione contrasta con la visione tutt’affatto ideologica del governo, secondo la quale il valore della persona è subordinato a quello di una vita artificiale, prolungata oltre il limite naturale imposto ad un organismo dalla sua fisiologia.

Il quadro di questo vero e proprio attentato alla stato laico è completato dalla previsione che la dichiarazione anticipata di trattamento, da rinnovare ogni cinque anni, non comporterà alcun obbligo giuridico per il medico curante. Il quale dovrà decidere tenendo conto delle dichiarazioni del paziente, ma secondo le proprie convinzioni, sui trattamenti sanitari che il proprio assistito riceverà. Dunque si tratta di un vincolo morale. Dunque non chiamiamolo più testamento.

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One Comment on “Non chiamiamolo più testamento”

  1. Evelina Piraino ha detto:

    Non è un testamento biologico, ma una farsa.
    La cosa che mi inorridisce di più, è la facoltà concessa al medico di non tenere conto delle ultime volontà di un paziente quando quest’ultimo chieda di non essere tenuto in vita con alimentazione ed idratazione artificiali.
    Il prossimo passo, sarà fare un falò con la Costituzione.


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