Le parole sono importanti

Apprezzo Daria Bignardi, scrive e conduce molto bene. Il suo stile fresco, l’approccio informale all’intervistato sono tra le cose migliori che la televisione ci offre in questa fase di profonda decadenza della fu “prima industria culturale del Paese”. Il 24 aprile scorso non ho seguito L’era glaciale per uscire con gli amici. Ma l’eco della topica su Brodolini mi ha raggiunto inchiodandomi qualche giorno dopo sulla sedia: le braccia rilasciate, il viso smorto e tanta voglia di sprofondare al posto di Daria. Va bene che ha fatto il Dams, va bene che la politica, il diritto e l’economia non sono il suo pane. Ma proprio col ministro, per giunta professore di Economia del Lavoro, più antipatico del Mondo dovevano essere tanto superficiali? La sua redazione riportando un nome sbagliato sul testo da leggere in diretta e istruendo male l’intervista; la Bignardi, che pure ha ammesso la sua ignoranza, dicendo “Massì, Brandolini, Brodolini… non sono queste le cose importanti!”. Il contegno di Brunetta è stato un altro, per fortuna, da quello di Michele Apicella, ma la scena sembra tratta pari pari da Palombella rossa, film di Nanni Moretti in cui il protagonista, invece, prende a schiaffi la sua intervistatrice.

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3 commenti on “Le parole sono importanti”

  1. Mario Artese ha detto:

    …avere un metro e mezzo di statura determina la vicinanza del cuore…
    Antò, non credi di esagerare?
    L’amico di biancaneve era a conoscenza della scaletta e quindi del refuso; ha atteso che la poverina (intendiamoci, non esente da colpe) dicesse la parola incriminata per scagliarsi contro.
    Ora, dato che l’oggetto della discussione non era lo statuto dei lavoratori nè tantomeno Brodolini, ma la carriera lavorativa del pigmeo, si poteva benissimo soprassedere.
    Il pony invece, senza alcun contegno, dall’alto (si fa per dire) della sua cattedra regalatagli da craxi nell’università più sconosciuta della terra aspettava al varco la sua preda prendendosi anche il lusso di dare lezioni su un personaggio che tra l’altro è il suo esatto contrario e si rivolta nella tomba ogni qual volta apre la bocca o fa qualcosa.
    Io ho visto dietro quella lezione solo arroganza, presunzione, incontinenza e alla fine ignoranza.
    Ribadisco, pur concordando che le parole sono importanti e che la giornalista poteva meglio gestire l’intervista con il serpente, che le tue braccia rilasciate ed il viso smorto sono un tantino esagerate, non credi?

  2. Antonio De Rose ha detto:

    Caro Mario, hai ragione: ho esagerato. Hai ragione soprattutto quando dici che Brodolini è l’esatto contrario di Brunetta. Fai una valutazione che condivido. L’intervista andava gestita meglio proprio in questo senso: incalzarlo sul merito delle politiche, sui contenuti del libro che magari è ricco di riferimenti alla vicenda personale del professore veneziano, ma in gran parte illustra il suo operato alla Funzione Pubblica. La redazione e la conduttrice sono apparsi svogliati, superficiali, proprio perché non hanno messo in luce certe contraddizioni, di Brunetta, della sua storia. Daria Bignardi sostiene che a lei piacciono le storie. Benissimo, ma quella di Brunetta è la storia di un economista, di un politico, di un ministro appunto. Va bene soffermarsi sui lettini pieghevoli, ma non si può ignorare il contesto. La Bignardi dava proprio l’impressione di non sapere quello che stava leggendo. Imperdonabile per una che fa televisione. Lo ha messo quindi a suo agio. Il tipo ci sguazza nella polemica.

  3. Mario Artese ha detto:

    Si Antonio, questa è l’esatta analisi


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