La deriva razzista

Razzismo, fascismo, odio, pregiudizio sono parole forti che nel nostro Paese, purtroppo ma a ragione, sono prepotentemente tornate alla ribalta. A voler essere forzatamente moderati si può dire che il sentore di un clima di intolleranza si percepisce già da qualche mese, a voler essere tristemente realisti si può dire che l’Italia è un paese razzista. L’ultima delle numerose prove l’ha fornita il Ministro della Difesa La Russa affermando che l’alto commissariato dell’ONU per i rifugiati non vale “un fico secco” e che la sua rappresentante italiana, Laura Boldrini, si comporta in modo “criminale o disumano”. Chiaramente le frasi del nostro Ministro hanno suscitato le reazioni e i commenti dell’UNHCR (l’alto commissariato per i rifugiati) e, Alleluja, anche dei partiti di opposizione. Fortuna che in difesa di La Russa è intervenuto il capogruppo dei senatori del pdl Maurizio Gasparri chiedendosi “a che titolo parli questa signora Boldrini” e per rimanere in clima ventennio ha aggiunto “Ce ne freghiamo!”.
Diversi sondaggi comunicano che i nostri connazionali sono d’accordo con il respingimento dei barconi provenienti dal nord-Africa e il Governo non può che cavalcare l’onda della strumentalizzazione rispedendo al mittente il carico di disperati in fuga dai loro Paesi e contravvenendo non solo al diritto internazionale, ma soprattutto a quel senso di solidarietà che impone di aiutare in qualche modo coloro che ne hanno bisogno. Inoltre sarebbe opportuno sapere che, secondo alcuni dati diffusi durante la puntata di Ballarò del 12.05.2009, solo il 15% dei migranti entra illegalmente in Italia attraverso il canale di Sicilia rischiando di finire annegato, disidratato, schiacciato. Il restante 75% entra tranquillamente via terra senza che nessuno se ne curi. Troppo facile respingere un gommone in alto mare carico di “delinquenti” e allertare tutti i canali di informazione per accaparrarsi il gradimento dell’italiano medio. Che la soluzione al problema sia l’annientamento dell’italianissima criminalità organizzata? Mah.
Alcuni giorni fa un esponente della lega nord del comune di Milano ha proposto di creare vagoni della metropolitana ad esclusivo uso dei cittadini lombardi. Se non si tratta di apartheid poco ci manca.
Nel pacchetto sicurezza alla fine è stata approvata anche la norma che prevede l’istituzione delle ronde. I cittadini assetati di violenza e vendetta possono perlustrare i loro quartieri al fine di mantenere l’ordine. Anche questo un provvedimento adottato ispirandosi al controllo sullo “straniero”.
Medici, insegnanti e pubblici ufficiali hanno l’obbligo di denunciare i clandestini che usufruiscono dei loro servizi. Un provvedimento oltre che discriminatorio anche pericoloso poiché il clandestino non andrà a curarsi per paura di essere intercettato e rispedito nel suo paese e noi appartenenti alla “pura razza italica” potremmo beccarci qualche epidemia. Chi più ne ha più ne metta. Siamo tornati ad emanare leggi dalle sembianze razziali, ma non ci accorgiamo che la nostra sicurezza è a rischio perché non possiamo creare un’attività commerciale senza pagare il pizzo, perché a Napoli ogni giorno c’è un agguato di camorra, perché in pieno centro a Palermo ci sono gli arsenali delle famiglie mafiose, perché ci sono vastissime zone in cui lo Stato non è sovrano, perché, come ci dicono le statistiche del Ministero degli Interni in Italia il 70% delle bestie che stuprano le donne sono italiani, ma ci accaniamo soltanto contro il 10% dei casi che riguardano bestie rumene.

Ahi serva Italia, di dolore ostello. Nave sanza nocchiere in gran tempesta. Non donna di province, ma bordello.

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