Verso il voto, pensieri sparsi

I sondaggi
Tra poco più di due settimane si vota per amministrative ed europee. Gli ultimi sondaggi danno il Pdl vicino al 40%, il Pd tra il 25 e il 27. Lega Nord e Italia de Valori avanzano nelle intenzioni di voto. Tra le due forze che hanno monopolizzato rispettivamente l’agenda del Governo e l’opposizione al medesimo in questo primo anno di legislatura, il progresso maggiore dovrebbe farlo registrare Idv, nell’ordine dei 3-4 punti percentuali. Ciò significa che nell’ultimo anno i consensi per Di Pietro sarebbero raddoppiati. Una siffatta rappresentazione dei flussi elettorali ex ante mi pare abbastanza verosimile. Ma la prossima tornata di consultazioni non sembra scaldare più di tanto i cuori della gente. Non dovrebbe  sorprenderci, perciò, un incremento delle astensioni.

In un altro Paese
In questa sorta di elezioni di mediotermine sarà interessante verificare gli effetti che avranno, se ne avranno, le vicende personali e giudiziarie del presidente del Consiglio sul comportamento elettorale degli italiani. “Papi” ci ha messo la faccia non temendo, certo, l’esposizione mediatica in consultazioni che, almeno in teoria, non dovrebbero neppure riguardarlo, ma ha ammesso che un danno d’immagine c’è stato, di averlo subito specie nei confronti dell’estero. Da tempo l’inner circle dei suoi collaboratori è a lavoro per far passare nell’opinione pubblica l’idea del «complotto della sinistra» con riferimento al caso Noemi Letizia, cui s’è aggiunto il solito refrain della «giustizia ad orologeria» innescato dalle motivazioni della sentenza di condanna per falsa testimonianza dell’avv. David Mills in due processi che vedevano come imputato Silvio Berlusconi. In un altro Paese ce ne sarebbe a sufficienza non per chiedere, ma per esigere le dimissioni del primo ministro dalla sua carica. In Italia no.

Ancora il conflitto d’interessi
Non serve entrare nel merito del procedimento giurisdizionale a carico di Berlusconi, né guardare attraverso il buco della serratura per scorgere Noemi seduta sulle ginocchia del premier. Il problema è politico e istituzionale. Si chiama «conflitto d’interessi» ed è la questione centrale sulla quale misurare la qualità della nostra democrazia. Non è la sola, ma è quella che ci squalifica a livello internazionale. L’incarico di formare un governo, di definirne l’indirizzo politico, è incompatibile con la capacità di formazione e controllo dell’opinione pubblica attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Non posso sperare nell’impeachment di un capo del governo che corrompe un teste in un processo a suo carico se il primo ministro è anche il primo editore italiano, dunque in grado di influenzare il giudizio della maggioranza dei cittadini rappresentando loro la realtà in modo corrispondente al suo interesse e non a quello generale. Il cittadino-elettore italiano non è garantito contro una simile dinamica di accentramento del potere, la sua libertà non lo è. Su questo tema e sulla riorganizzazione dei corpi intermedi (partiti e sindacati), che hanno svolto un ruolo fondamentale nel nostro ordinamento sin dalla sua costituzione, si gioca il futuro della democrazia in Italia.

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One Comment on “Verso il voto, pensieri sparsi”

  1. Nicola Scirchio ha detto:

    Effettivamente l’estero sembra recepire i problemi di “Papi Silvio” in maniera più oggettiva e limpida rispetto all’Italia. L’ultimo esempio è la campagna elettorale di un partito catalano che mostra la faccia di Berlusconi in chiave negativa.
    Ma per avere un quadro chiaro di ciò che pensano in Europa di noi e del nostro Presidente del Consiglio è sempre utile dare un’occhiata al ridicolo discorso che “Papi” inscenò contro il deputato Schulz provocando ilarità e incredulità fra i parlamentari europei.


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