Cordialmente, Giacomo Mancini

Stamattina sono al lavoro. Come ogni mattina la prima mia azione quotidiana è la lettura delle e-mail di entrambi i miei account, quello del lavoro e quello privato. In quest’ultimo sono attirata da una mail in particolare, quella di un uomo politico che mi chiede il voto. Di seguito, senza ulteriori commenti, riporto la mail inviatami e la mia risposta. Enjoy yourself.

Sono candidato al Parlamento Europeo insieme a Silvio Berlusconi nella lista del Popolo della Libertà della circoscrizione Sud che comprende l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise e la Puglia. Cliccando sul mio blog www[dot]giacomomancini[dot]it troverai informazioni sulla mia persona, sulle mie idee e potrai seguire la mia campagna elettorale. Ho l’ambizione di rappresentare in Europa un Mezzogiorno nuovo: fattivo, dinamico e pulito. Se vuoi telefonami al xxxxxxxxxx, o scrivimi a segreteria[at]giacomomancini[dot]it. Spero tanto di meritare il Tuo sostegno. Cordialmente,

Giacomo Mancini

Sarò semplice e diretta. Se risponderai, caro Giacomo, potrei anche prendere in considerazione l’idea di una tua candidatura. Vengo al dunque. Come è possibile che il nipote del più grande socialista del mezzogiorno, di un antifascista nenniano si possa candidare con Silvio Berlusconi? Come è possibile che tu, caro Giacomo, che ti dicevi fervente sostenitore delle idee di tuo nonno che parlavi di Berlusconi come del tuo più acerrimo nemico, che nel 2006 ti candidasti a sindaco di Cosenza, sostenuto dalla Rosa nel Pugno e da Rifondazione Comunista, ora chiedi a me il voto e sei nelle file del partito di un uomo che ha scelto come alleati Bossi, Fini, Maroni, Alemanno cioè tutti coloro i quali fino a poco tempo fa erano avversi a te? Come può un uomo essere credibile dopo un tale, pindarico salto della quaglia? Perché io dovrei adesso fidarmi di te, caro Giacomo? Quale garanzia ho che affidando il mio voto, e quindi i miei ideali, il mio futuro, il mio senso politico a te tra qualche anno non cambierai di nuovo idea proponendoti nelle fila… che ne so… magari dei “comunisti italiani” o dei “fascisti su Marte”? Ti prego, illuminami è un periodo nero ed ho bisogno di luce! Distinti saluti,

Francesca Romana Lupi

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26 commenti on “Cordialmente, Giacomo Mancini”

  1. Nicola Scirchio ha detto:

    La lettera di Mancini è arrivata anche a me. Ecco la mia risposta:

    Caro Giacomo,
    sono certo che tante persone ti sosterranno in questa difficile impresa. Non io. Non credo si possa ritenere credibile una persona che prima sventola con grande orgoglio il vessillo socialista e poi passa senza un apparente motivo dalla parte del nemico numero uno: il ricco sfondato che governa prima per se, poi, se rimane tempo, per i suoi amici e poi, se rimane altro tempo, per i cittadini.
    Mi sembra estremamente chiaro che il tuo passaggio al PDL sia stato dettato esclusivamente da logiche di poltrone.
    Non credo che i tuoi avi, dei quali vai giustamente fiero, approverebbero la tua scelta.
    Nicola Scirchio.

  2. Giacomo ha detto:

    Non ho tradito nessun ideale, anzi… sono e sarò un socialista. E l’ideologia socialista in questo periodo storico è rappresentata sia nel centro sinistra che nel centro destra. Con una piccola differenza però: i primi non riescono a mettersi d’accordo ed a produrre nulla (hanno avuto la possibilità di dimostrare qualcosa in due anni di governo, ma hanno fallito)… i secondi invece stanno producendo dei fatti (e per quanto se ne possano dire contro Berlusconi sono sotto gli occhi di tutti, soprattutto della maggior parte degli italiani che hanno riconosciuto nuovamente il pdl come primo partito). La COERENZA sta nel voler continuare a produrre risultati, non soltanto chiacchiere.

  3. Nicola Scirchio ha detto:

    Caro Giacomo, innanzi tutto voglio dirti che sono contentissimo per il tuo intervento sul nostro sito/blog. E’ importante che ognuno sostenga le proprie idee e che le confronti con quelle degli altri.
    Detto ciò: personalmente nell’attuale centro-destra non riesco a scorgere nè politiche sociali nè ideologie socialiste. Anzi, alla faccia della crisi e di chi soffre il Governo pensa all’immunità, alle intercettazioni, ai vari problemi del Premier, a mettere il bavaglio all’opposizione, ad uccidere la democrazia ecc… Insomma, nella voglia di dittatura che Berlusconi dimostra quotidianamente non ci vedo nulla di socialista. E ritengo che dovrebbero essere proprio i socialisti i primi ad indignarsi.

    PS: I socialisti che stanno a destra sono i craxiani. Gli altri stanno a sinistra. Non mi vanterei di essere un craxiano.
    Saluti

  4. Francesca ha detto:

    Mi unisco al mio amico Nicola, nonchè presidente della nostra associazione “aranciarossa” nell’esprimere la felicità per la tua risposta (ti do del tu). Nel contempo pero’ continuo ad essere d’accordo sull’analisi che Nicola stesso ha posto. Non vedo davvero assolutamente nulla di socialista nei festini sesso/droga/rock’n roll di Villa Certosa, nelle ronde leghiste, nel definire “abbronzato” il primo presidente nero della storia degli Stati Uniti, nella Bossi Fini, nel Lodo Mondandori, nel caso Lentini,nelle veline in Europa e in mille altri aspetti che riguardano la persona del Presidente del Consiglio dei ministri. La politica non é un lavoro. Dovrebbe occupare solo pochi anni nella vita di una persona, la quale, dopo aver espresso il meglio di sé in rappresentanza del popolo che lo ha votato, dovrebbe tornare a fare il suo mestiere di sempre. Pare invece che i politici di oggi pensino solo a raggiungere lo stipendio fisso mensile. Questo non a mio nome, e spero non sia il tuo caso, caro Giacomo. Stimavo e rispettavo tantissimo tuo nonno, vorrei continuare a fare lo stesso con te. Ancora grazie e saluti.

  5. Giacomo ha detto:

    Cara Francesca, provo ad essere semplicemente una persona aperta al dialogo, allo scambio costruttivo di idee ed opinioni.
    Al volo voglio dirvi una cosa: le critiche sulla politica di questo governo non dovrebbero riguardare solo le questioni della vita privata del premier. Ad ogni modo continuo a muovermi nel solco della politica corretta tracciato da mio nonno. E lo faccio seguendo la nuova strada del Pdl. Come mi ha detto un giorno Peppe Scopelliti: «Nel nostro partito non chiediamo da dove si viene, ma progettiamo il cammino futuro». Il partito dei fatti, contro la paralisi del Pd. Imbrigliato nelle offese private e nelle chiacchiere. La Calabria ha bisogno di noi. Rimbocchiamoci le mani. Grazie per avermi ospitato nel vostro spazio. Per avermi ascoltato, per aver cercato il confronto.

  6. Giacomo ha detto:

    sorry per il refuso… ovviamente rimbocchiamoci le maniche!
    giacomo

  7. Francesca ha detto:

    che tu sia una persona aperta al dialogo non v’è dubbio, non capita infatti tutti i giorni che un uomo politico con il tuo seguito risponda alle “provocazioni” di “gente comune” come noi, e a quanto pare tu hai capito molto bene che è la gente comune che vota, e che affida a voi politici il proprio futuro. Bravo. Per quanto riguarda il PD le critiche mosse sono corrette, non mi piace affatto la linea che il partito sta seguendo e soprattutto certi personaggi candidati con il loro simbolo, ma continuo a rimanere ferma sulle mie idee per quanto rigarda il PDL. Ti ringrazio ancora per il confronto costruttivo, e per questo ti stimo. Buona giornata e buon lavoro.

  8. Mario Artese ha detto:

    contentezza, espressioni di felicità, auguri di buon lavoro, attestati di stima…
    non vi sembra di esagerare?

    “…come mi ha detto un giorno Peppe Scopelliti…” si, grande personaggio, se non ricordo male arringava alla Comune di Parigi insieme a Danton

    …ma mi faccia il piacere!

    “Nel nostro partito non chiediamo da dove si viene…”
    si, altrimenti si scoprirebbe che la stragrande maggioranza è o inquisita o da poco uscita dalle patrie galere

    “…la calabria ha bisogno di noi”
    concordo! sicuramente però non necessita del lavoro di chi milita con orgoglio nello stesso partito di:

    LUIGI GRILLO Indagato per presunta evasione fiscale, perchè possessore di conti bancari in Liechtenstein. Indagato per truffa aggravata. Ha proposto un emendamento alla legge Gasparri sulle televisioni, che ha permesso a mediaset un maggiore ricavo.

    MARCELLO DELL’UTRI Condannato in Cassazione per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo) a Torino. È stato inoltre condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte d’appello di Milano conferma la condanna a due anni.
    Infine l’11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.

    ROMANO COMINCIOLI Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Silvio Berlusconi, in contatto con Gaspare Gambino (imprenditore siciliano vicino al cosiddetto “cassiere romano di Cosa nostra” Pippo Calò), per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana venne imputato a Roma, poi assolto. Accusato poi di bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Infine imputato nel processo per le false fatture di Publitalia.

    ANTONIO TOMASSINI È stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di carcerazione per falso.

    SALVATORE SCIASCIA Salvatore Sciascia, direttore centrale degli affari fiscali della Fininvest, venne condannato assieme a Paolo Berlusconi ed al dirigente del gruppo Alfredo Zuccotti per aver pagato una somma complessiva pari a 330 milioni delle vecchie lire ai militari della Guardia di Finanza per indurli a favorire la Fininvest in occasione di tre verifiche fiscali. Nello specifico i controlli erano state effettuati su tre società del gruppo: la Videotime, nel 1989, la Mondadori, nel 1991, e la Mediolanum, nel 1992.
    Sentenza passata in giudicato, condanna definitiva della Cassazione il 7 nonembre 2001
    Sciascia, che per questa vicenda era stato arrestato il 25 luglio del 1994, aveva ammesso da subito il pagamento della provvigione e, interrogato dall’allora pm Antonio Di Pietro, aveva spiegato che ad autorizzare l’esborso era stato Paolo Berlusconi, dal quale dipendeva. salvando così momentaneamente il grande capo

    ALFREDO MESSINA Vicepresidente Mediolanum (gruppo Fininvest), indagato nella bancarotta HDC, referente fininvest nelle intercettazionei telefoniche con Deborah Bergamini e Luigi Crespi. Chiamato come testimone al processo Berlusconi-Mills, si avvale della facolta’ di non rispondere, perche’ indagato di reato connesso

    FRANCESCO COLUCCI Nel 1992 venne processato per voto di scambio, dopo il ritrovamento nel suo archivio informatico personale di migliaia di nomi accanto ai quali erano segnati i favori concessi (assunzioni nel settore pubblico, ricoveri d’ospedale, ecc.). Fu difeso dall’avvocato Domenico Contestabile (ora in Forza Italia) che definì la raccomandazione come non reato; nel dicembre 1994 venne condannato a 1 anno di reclusione per voto di scambio, per poi venire assolto in Cassazione.

    MASSIMO MARIA BERRUTI E’ stato inizialmente per un periodo capitano della Guardia di Finanza, nel nucleo speciale di polizia valutaria, incarico poi lasciato, dopo il 1985, anno in cui fu arrestato e indagato all’interno di una storia di tangenti (”scandalo Icomec”) ma che alla fine lo vide solo momentaneamente assolto, lavorando prima come commercialista, in seguito come consulente nella Fininvest di Silvio Berlusconi, dove si occupò di società estere e del Milan
    Per il lavoro svolto nel gruppo finanziario nel 1994 subì un arresto, relativamente all’inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza, venne accusato di favoreggiamento, di aver tentato di depistare le indagini, cercando di non far parlare i finanzieri arrestati sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo ne uscì con inflitta una condanna a 10 mesi in primo grado, successivamente ridotta e venendo quindi ad una condanna definitiva di 8 mesi di carcere per favoreggiamento”

    GIANNI ALEMANNO indagato per finanziamenti illeciti da Callisto Tanzi (Parmalat) alla sua rivista “Area”

    SILVIO BERLUSCONI sui cui processi sono stati scritti molti libri dalla mole pesante.

    MASSIMO MARIA BERRUTI arrestato con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta per lo scandalo Icomec, una storia di tangenti che scoppiò prima di Mani pulite (al processo fu assolto). Da consulente Fininvest, invece, è stato di nuovo arrestato, nel 1994, per favoreggiamento a Berlusconi nell’inchiesta sulle tangenti alla Guardia di finanza. Condannato in primo grado (10 mesi) e in appello (8 mesi). Sentenza definitiva, con condanna confermata dalla Cassazione. Rapporti con mafiosi.

    ALDO BRANCHER Arrestato per tangenti, Condannato (in appello) a 2 anni e 8 mesi per falso in bilancio e violazione della legge sul finanaziamento ai partiti

    ANTONIO BUONFIGLIO indagato per corruzione nell’inchiesta sui crediti della Federconsorzi.

    GIAMPIERO CANTONI inquisito e arrestato per corruzione, bancarotta fraudolenta e altri reati. Se l’è cavata con alcuni patteggiamenti (ha patteggiato pene per circa 2 anni e risarcito 800 milioni di lire).

    GIAMPIERO CATONE arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata

    FABRIZIO CICCHITTO l suo nome compare nelle liste della loggia massonica P2: fascicolo 945, numero di tessera 2232, data di iniziazione 12 dicembre 1980.

    OMBRETTA COLLI è stata indagata per aver ricevuto dal costruttore Marcellino Gavio (azionista privato dell’autostrada Milano Serravalle, controllata dalla Provincia, e grandemente favorito dal presidente Ombretta Colli) contributi alla campagna elettorale per la sua rielezione.

    MARCELLO DE ANGELIS condannato per associazione sovversiva e banda armata, è stato latitante e poi in carcere per tre anni

    ANTONIO DEL PENNINO Ha patteggiato una pena di 2 mesi e 20 giorni (convertita nella sanzione di 4 milioni) nel processo per le tangenti Enimont. A ottobre 1994 altro patteggiamento: di una pena di 1 anno, 8 mesi e 20 giorni per tangenti relative alla Metropolitana milanese.

    RAFFAELE FITTO richiesta d’arresto per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti. Ha evitato il carcere soltanto perché parlamentare.

    GIUSEPPE FIRRARELLO accusato di tangenti per l’appalto dell’ospedale Garibaldi di Catania. Non fi arrestato perché parlamentare, il senato negò l’autorizzazione a procedere. E’ stato richiesto il rinvio a giudizio per concorso esterno in associazione mafiosa, turbativa d’asta e corruzione.

    ROBERTO FORMIGONI Scandalo ricette d’oro per il quale ha una responsabilità politica per non aver saputo vigilare su un settore da sempre a rischio di corruzione (medici e sanità). Indagato per irregolarità nella gestione della discarica di Cerro (Lombardia). Indagato per la gestione della società regionale Lombardia Risorse (un fallimento da 22 mila miliardi).indagato e poi rinviato a giudizio, su richiesta dei magistrati Alberto Robledo e Fabio De Pasquale, per abuso patrimoniale d’ufficio nella gestione della Fondazione Bussolera-Branca . E’ citato nei rapporti americani come destinatario di contratti petroliferi assegnati a prezzi di favore dal regime di Saddam Hussein

    PIETRO FRANZOSO imputato di voto di scambio in puglia

    GASPARE GIUDICE la procura di Palermo chiese il suo arresto per complicità con la mafia. Il parlamento ne impedì l’arresto e l’utilizzo processuale dei tabulati Telecom, quelli da cui erano documentati i rapporti e la dipendenza di Giudice dagli uomini delle cosche.

    ENRICO LA LOGGIA Indagato al Tribunale dei ministri per finanziamenti dalla Parmalat di Calisto Tanzi (100 mila euro) in cambio di presunte “consulenze”.

    GIORGIO LA MALFA condannato con sentenza definitiva a 6 mesi per aver percepito finanziamenti illeciti, provenienti dalla maxitangente Enimont.

    UGO MARTINAT Viceministro delle Infrastrutture, è indagato a Torino per turbativa d’asta e abuso nelle gare d’appalto per le Olimpiadi di Torino e per la Tav in Valsusa

    ALTERO MATTEOLI indagato a Genova per rivelazione di segreto e favoreggiamento nei confronti dell’ex prefetto di Livorno: lo avrebbe avvertito delle indagini a suo carico sugli abusi edilizi all’isola d’Elba.

    SILVANO MOFFA Indagato per corruzione e abuso d’ufficio in una vicenda d’insediamenti industriali a Colleferro. Nel suo collegio è stato interdetto.

    DOMENICO NANIA Condannato in primo grado per gli abusi edilizi della sua villa a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia

    MAURO PILI Ex presidente della Regione Sardegna, è indagato a Cagliari per peculato.
    GIUSEPPE PISANU Coinvolto nello scandalo P2; Beppe Pisanu in persona è stato interrogato, l’ottobre 2005, dalla procura di Cagliari: a proposito di un presunto giro di favori nel corso dell’inchiesta sulla maxi-truffa Ranno-Fideuram per corruzione, peculato, truffa e riciclaggio

    PAOLO ROMANI indagato per bancarotta fraudolenta e false fatture.

    CARLO VIZZINI coinvolto nello scandalo Enimont con l’accusa di aver ricevuto un finanziamento illecito di 300 milioni. Condannato in primo grado, in appello strappa una prescrizione. Il suo nome nella lista di politici che la mafia voleva far fuori dopo le stragi di Capaci e via D’Amelio.

    GIUSEPPE VALENTINO Indagato in relazione a condotte inerenti la criminalità organizzata nel settore dei finanziamenti pubblici, degli appalti, delle infiltrazioni nelle istituzioni e nella pubblica amministrazione. Presente nelle indagini sulle scalate bancarie dell’estate 2005, indicato come uno dei politici che erano punto di riferimento per il banchiere Gianpiero Fiorani.

    VITO BONSIGNORE condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tentata corruzione in appalti ospedalieri (Asti) e scoperto da poco titolare di un conto di 5,5 milioni di Euro nel paradiso fiscale del Liechtenstein

  9. Aurelia ha detto:

    Chiedo momentanea ospitalità nel vostro interessantissimo blog per inviare un piccolo contributo alla discussione innescata dal ‘botta e risposta’ tra Giacomo Mancini e alcuni di voi.
    La frase che mi ha dato l’impulso irrefrenabile di rispondere è: ‘la Calabria ha bisogno di noi’! Mi piacerebbe tanto che fosse vero, ma non è così. La Calabria, o meglio, la politica calabrese, non ha bisogno di tutti noi, ma solo di quella parte di noi che rinuncia a realizzare i propri sogni, che si plasma camaleonticamente sulle esigenze del momento, che si spegne all’ombra dell’ipocrisia borghese e provinciale che porta ad inchinarsi davanti al piccolo potente di turno nella speranza che il suo destino già scritto non sia comune a quello di chi è dovuto andare via. Per carità, nessun piagnisteo da emigrante con la valigia di cartone, noi siamo comunque ancora una generazione privilegiata (sarà poi così vero?), però sono un pò stanca di frasi banali e ripetute 1000 volte. Ho provato a fare qualcosa in Calabria, ma ho avuto solo porte sbattute in faccia, con educazione, ci mancherebbe! E non mi pare che ci sia una politica, ovunque mi volti a guardare, che si voglia davvero occupare della Calabria. In Europa che si va a chiedere? La solita pioggia di miliardi da spartirsi tra consulenze di amici e amici degli amici? Consentitemi, BASTA! Non sene può davvero più. Per concludere, caro Giacomo (ma la lettera è pensata per tutti), sono davvero sfiduciata, e se a sfiduciarsi sono giovani donne e uomini preparati, volenterosi, impegnati, la politica deve davvero interrogarsi e la risposta non può essere il populismo berlusconiano che ci sta portando via anche l’ultima esigua fiduacia in quelle istituzioni democratiche duramente conquistate. Penso con preoccupazione a quei figli che un giorno vorrei avere, che cosa stiamo lasciando loro? Che eredità ideale?
    Saluti a tutti.

  10. Nicola Scirchio ha detto:

    Si, non vè dubbio che il PDL sia un covo di gente quantomeno poco raccomandabile. Alcuni addirittura in odore di mafia come Marcello Dell’Utri, uno dei fondatori di Forza Italia.
    All critiche al PD mosse da Giacomo Mancini in parte mi associo, ma non vi pare che la scelta più coerente da parte sua sarebbe stata quella di aderire a Sinistra e Libertà?
    Perché finire nel PDL se non per una maggiore possibilità di venire eletto? Mi dispiace, ma la giustificazione della “politica del fare” proprio non mi convince.

  11. Francesca ha detto:

    Carissimi tutti, sono contenta che l’argomento stia innescando tanto interesse, d’altra parte non poteva essere altrimenti. Ci tengo in primis a precisare, caro Mario, che mi sembra che tu abbia snocciolato e ampliato con la tua lunga e-mail ciò che sia io che Nicola avevamo detto e ribadito. Abbiamo pensato all’associazione e al blog esattamente perchè discussioni come questa fossero sotto gli occhi di tutti senza passare dal “filtro” del giornalismo (?) italiano, o perlomeno avevamo questa presunzione. Continuo per questo motivo a ringraziare Mancini per avere partecipato ad una discussione nella quale, a mio parere, è indispensabile che siano rappresentate entrambe le parti in gioco. D’altra parte in calce alla e-mail diretta a Giacomo Mancini c’è la mia firma, il mio nome e il mio cognome, e le lamentele che ho espresso mi pare siano ben precise e dirette, quindi non mi pare assolutamente di “esagerare”, ma sono felice e contenta di ospitare nel blog della mia associazione la risposta della persona cui avevo direttamente posto delle domande. Così come sono altrettanto felice di ospitare la risposta tua. Per quanto riguarda Aurelia, la ringrazio per aver scritto il suo pensiero e al suo BASTA unisco anche il mio. Io vivo a Cosenza, ma credo che ciò purtroppo non durerà in eterno, e questo anche perchè il mio cognome non è troppo altisonante. Grazie a tutti ancora.

  12. Antonio De Rose ha detto:

    La domanda di Francesca è una, anche se articolata. A me pare che stiamo divagando.
    Semplifico. La questione è se l’erede di Giacomo Mancini, di uno dei massimi esponenti del socialismo italiano, dunque della sinistra politica, del Ventesimo Secolo possa credibilmente candidarsi in un’elezione “politica” come quella per il rinnovo del parlamento europeo nelle liste del Popolo della Libertà.
    Premetto. Il Pdl esprime una cultura pseudo-liberale in campo economico, conservatrice in ambito sociale, non incoraggia la partecipazione democratica ma esalta le doti di leadership di Berlusconi (partito «populista-carismatico»). Niente a che vedere, insomma, con il socialismo democratico.
    Sostiene Giacomo che «l’ideologia socialista in questo periodo storico è rappresentata sia nel centrosinistra che nel centrodestra». Ma proprio in questo periodo non c’è alcuna forza politica, di quelle che hanno avuto accesso alla rappresentanza parlamentare, che faccia riferimento al patrimonio ideale della socialdemocrazia. Meno che mai il Popolo della Libertà, che nasce su presupposti completamente diversi, tanto è vero che i parlamentari europei eletti nel Pdl siederanno tra i banchi del PPE-EPP (Partito popolare europeo).
    La speranza che le cose cambino è l’ultima a morire, ma tant’è.
    Vengo alla questione posta, in maniera evidentemente retorica, da Francesca all’on. Mancini. Se la dialettica tra le diverse parti politiche fosse basata effettivamente sulle idee, sulla cultura, cui dovrebbero naturalmente seguire dei fatti (la c.d. «politica del fare»), Giacomo avrebbe provato pudore nell’aderire al Pdl. Ma non lo è. Il trasformismo è la vera cifra culturale della politica italiana, non da oggi. Lo è dallo stato liberale ottocentesco. Dunque nessuno scandalo.
    Anche noi, mi riferisco all’associazione, troviamo che il governo in carica sia più concludente, fattivo, della sua opposizione. Ma non per questo ci piace quello che fa, anzi. La coerenza sta nel perseguire obiettivi e produrre risultati corrispondenti alle proprie idee (socialiste, liberali, democratiche, etc.). Rispetto la scelta di Mancini, ma devo onorare anche la verità: un socialista che milita nel Pdl non è più tale.

  13. Mario Artese ha detto:

    Cara Francesca, non metto in dubbio che tu possa gioire per ogni intervento che appare sul blog, ci credo davvero, mi appare però politicamente strano che ciò venga espresso, e con grande enfasi, solo se si tratta dell’intervento del “potente di turno”.
    Pur manifestando dissenso, a mio avviso, ti sei posta in una sorta di condizione di inferiorità:
    da una parte la “gente comune” (e il virgolettato non aggiunge nessun sottotesto), dall’altra il potere politico, quindi il potere.
    Ebbene, per il sol fatto che il potente di turno abbia risposto alle tue “provocazioni” (e qui invece il virgolettato mi sembra che sottintenda un sottotesto benevolo o quantomeno conciliante), dicevo, ti è bastata la risposta, nel senso di reazione e quindi al di la dei contenuti espressi, per manifestare felicità ed elargire attestati di stima.
    La prova del fatto che nemmeno vi siete soffermati sui contenuti della risposta del sig. Mancini si trova nella condivisione tua e di Nicola sulle presunte critiche al PD: non c’è traccia! Il sig. Mancini non ha mai nominato il partito democratico!
    Ancora una cosa:
    Io non ho ribadito un tuo pensiero nè tantomeno ho sviscerato cose già dette da Nicola; ho semplicemente risposto alla replica di Mancini, o chi per lui, puntualmente.
    Infine:
    Antonio, non credo che il sig. Mancini, o chi per lui, “metterà piede” in futuro in questo blog, la campagna elettorale è finita, ma se gli pungesse vaghezza di “riaffacciarsi” il tuo elegante post lo farebbe scappare a gambe levate – complimenti

  14. Nicola Scirchio ha detto:

    Beh, caro Maruzzu, ci siamo soffermati sui contenuti dei commenti di Mancini quel tanto che basta per leggere:”Il partito dei fatti, contro la paralisi del Pd”. Evidentemente il sig. Mancini non ha neanche pensato ad un eventuale socialismo di sinistra. O il PD o la destra. Sono d’accordo con l’ultima frase del commento di Antonio.
    Per chiudere in bellezza direi: “và dove ti porta il seggio”

  15. Mario Artese ha detto:

    compa Nicò, hai “tecnicamente” ragione, ma dov’è la critica?
    Il seggio mi porterà a votare e sai bene per chi e perchè

  16. Franca ha detto:

    Ohi Mario, ma tu sei un provocatore nato, tu conosci il destino del nostro paese, tu sai, tu sei meglio di me lecchina e comune mortale…. Meno male che ci sei tu a illuminarmi sulla monnezza politica, meno male che ci sei tu che, impavidamente, sfoderi la spada lottando contro il potente di turno che già ha avuto ragione di me genuflessa e inferiore! Io non sono così coraggiosa come te, non potrei mai andare contro Sir Giacomo Mancini Jr, perchè ho paura del potere!!! Hai ragione, dovrei dire a Giacomino che Berlusca è il male, che è un P2ista, che è un mafioso, che è un…. ops, mi sa che ora mi sono messa in inferiorità rispetto a te!!! In ogni caso io non credo nella politica dei bastian contrari, di coloro i quali hanno come unico punto all’ordine del giorno l’insultare la parte avversa (su cose comunque vere). Per questo polemizzo con il PD (che è invece, mi duole contraddirti, citato da Giacomo), perchè non ho capito quali sono le loro proposte, cosa fanno in concreto oltre che vomitarci in maniere questa volta veramente servilista (ed assolutamente non incisiva) le malefatte del premier. Mi chiedo, se il premier è satana il PD chi è? E cosa offre al popolo di diverso rispetto al PDL? Sarà una mia carenza ma io davvero non l’ho capito. Io ho dei punti fermi nella mia vita, e mi sento libera di elargire attestati di stima verso chi voglio. Forse non ho espresso in maniera chiara quanto avevo da dire: la mia stima non è assolutamente diretta verso il politico Mancini, e credo di averlo ribadito nel mio precario italiano da ingegnere, ma verso la persona che ha deciso comunque di scrivere sul nostro blog difendendo le sue tesi, e di averlo fatto dopo le elezioni per le quali era direttamente coinvolto. Perdonami quindi se ho peccato.
    Saluti e baci, Francesca

  17. Nicola Scirchio ha detto:

    Comunque “va dove ti porta il seggio” era riferito al sig. Mancini. Voleva essere la frase di chiusura della questione, ma a quanto pare la polemica continua!
    Faccio notare ai lettori che siamo tutti decisamente contro il voltagabbana Mancini, ma stiamo litigando fra di noi. Tutto ciò è poco costruttivo.

  18. Francesca ha detto:

    è dal confronto, e a volte dal litigio che nascono le idee migliori. Il piattume che all’unanimità si uniforma al volere del capo è tipico della destra, quindi non ci appartiene!
    Besos

  19. Mario Artese ha detto:

    Francesca, non è come pensi, non ho nessuna spada da brandire nè lezioni da dare a chicchessia, tant’è che ti/vi chiedo scusa se sono stato offensivo.
    Evidentemente alcune parole hanno per me un significato e un peso diverso e questo mi ha portato ad argomentare di conseguenza.

    Per me dire “mi fa piacere che tu abbia risposto”, non corrisponde a “sono felice che tu abbia risposto”; per me la differenza è enorme

    Detto questo non capisco dove vuoi andare a parare quando parli di bastian contrario (devi per forza avere ragione?)e insulti vari (quali?);

    la critica universalmente rivolta al PD è da sempre stata l’eccessiva “correttezza politica” veltroniana,
    evidentemente ti confondi con l’IDV che puntualmente chiosa l’opposizione con fascismo, piduismo e illegalità, trovandomi tra l’altro daccordo.

    In ogni caso, per evitare ulteriori e “provocatori” equivoci, mi limiterò in futuro a leggervi (cosa che faccio sempre con piacere) senza intervenire
    adios

  20. Francesca ha detto:

    Se non scrivessi più sul blog sarebbe un peccato, e se la colpa fosse mia mi dispiacerebbe molto. Se io ti ho offeso mi scuso, ma tu non mi conosci e sentirmi dire che mi pongo in una situazione di “inferiorità” rispetto al potente di turno un pò mi offende perchè ho sempre combattuto contro questo malcostume. Per questo ho risposto in maniera evidentemente ironica al tuo commento. Semmai mi limiterò io a tenere la bocca chiusa (o sarebbe il caso di dire le mani lontane dalla tastiera!!!). Mi auguro che continuerai a commentarci e ad offrirmi la possibilità di riflettere un pò.
    Hasta luego

  21. Francesca ha detto:

    tra l’altro Mario, dimenticavo di dire che il commento sul bastian contrario e gli insulti non era rivolto a te, ma ai politici di sinitra (???) che ci rappresentano in parlamento, quì c’è stato davvero un malinteso… di nuovo ciao.

  22. Nicola Scirchio ha detto:

    Nessuna bocca chiusa e mani sulla tastiera. Il silenzio non ci appartiene.

  23. Evelina ha detto:

    Ho letto con interesse la polemica e rompo gli indugi, giusto per lasciare un piccolo spunto di riflessione per gli “arancini rossi” & co.: andare contro un pensiero diverso dal nostro in maniera acritica, senza possibilità di confronto, è un fatto grave e che non dovrebbe appartenere alla nostra associazione. Il condizionale è d’obbligo, purtroppo.
    Tuttavia ho fiducia nell’intelligenza di chi utilizza il blog quale strumento utile allo scambio di idee, anche perchè, nella situazione contingente, non mi sembra ci siano stati toni particolarmente irrispettosi… anzi, mi auguro che la tolleranza “online” possa esplicarsi anche all’esterno di queste mura virtuali…
    Invito perciò Mario Artese a continuare ad argomentare sul nostro blog, senza alcuna preoccupazione.
    Assicuriamo pieno contraddittorio, a tutti (wow… che slogan). 😉


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