Lodo incostituzionale, due cose tecniche, un discorso politico

La Corte Costituzionale ha dichiarato il lodo Alfano illegittimo per violazione degli artt. 3 e 138 della Costituzione. Aspettiamo di conoscere le motivazioni della sentenza. Intanto due cose.

La Consulta ha riaffermato il principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge violato, evidentemente, dal momento che Silvio Berlusconi, già imputato in tre processi, ne ha ottenuto la sospensione su iniziativa del Governo da lui presideduto. Ammesso che sia ragionevole – per me lo è ma rispetto chi la pensa diversamente, ndr –, una disciplina differenziata del processo penale che riguardi le più alte cariche dello Stato può essere compiuta solo con una legge costituzionale (ex. art. 138 Cost.). Non c’era neppure bisogno che la Corte lo rilevasse nelle sue precedenti pronunce in materia (v. incostituzionalità del lodo Schifani), tanto più che allora questo aspetto non era oggetto del giudizio costituzionale. Nel 2003, infatti, il Tribunale di Milano aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale in riferimento agli artt. 3, 101, 112, 68, 90, 96, 24, 111 e 117 della Costituzione, dell’art. 1, comma 2, in relazione al comma 1, della legge 20 giugno 2003, n. 140¹. Appena un anno fa la prima sezione penale dello stesso tribunale osservava nella sua dichiarazione di non manifesta infondatezza del dubbio di costituzionalità sul lodo Alfano che disposizioni normative riguardanti le prerogative di organi costituzionali richiedono il procedimento di revisione costituzionale². E sulla questione, resa finalmente esplicita dai giudici milanesi, la Corte Costituzionale si è pronunciata giusto ieri nel modo che sappiamo. Dal punto di vista tecnico-giuridico c’è poco altro da aggiungere. Meno ancora da discutere.

Altro discorso, necessariamente politico, meritano gli attachi alla Presidenza della Repubblica e alla stessa Consulta subito dopo che è stata diramata la sentenza. Di una gravità inaudita. Berlusconi non riconosce più il Quirinale come organo di garanzia, nè la Corte Costituzionale. Le due istituzioni sarebbero, secondo il presidente del Consiglio, di sinistra tout court:

Siamo assolutamente convinti dell’indispensabilità dell’essere noi qui a salvaguardare l’Italia e gli italiani di fronte a questa sinistra che si è impadronita della Corte Costituzionale e che ha prodotto una sentenza assolutamente politica.

La Consulta è di sinistra, io vado avanti. Dobbiamo governare cinque anni, con o senza Lodo. Non ci ho mai creduto perché con una Corte Costituzionale con undici giudici di sinistra era impossibile che approvassero questo.

Il capo dello Stato sapete voi da che parte sta. Abbiamo giudici della Corte costituzionale eletti da tre capi dello Stato di sinistra, che fanno della Corte costituzionale non un organo di garanzia ma politico (Ma se è proprio Napolitano ad aver promulgato il lodo Alfano suscitando un vespaio di polemiche, sic!).

L’attegiamento del Cav. è sempre più eversivo dell’ordinamento costituzionale e democratico. La Consulta, con una pronuncia molto netta, ha ripristinato lo stato di diritto. Ma la reazione scomposta del governo mi fa temere per il futuro. Non mi unisco al coro di chi pensa che il ritorno di Berlusconi nelle aule di giustizia corrisponda alla sua fine politica. Non sarà così o almeno è troppo presto per dirlo. Giuliano Ferrara, esegeta del pensiero berlusconiano, scriveva ieri sul Foglio:

Berlusconi non ha intenzione di lasciarsi paralizzare dalle enormità giudiziarie, civili e penali che lo incalzano. Confermare il consenso che lo circonda è utile e legittimo, ma bisogna farlo – questo è il punto su cui sta riflettendo – prima di tutto con palesi atti di liberalizzazione istitizionale, politica, economica e sociale. Occorre restituire agli italiani che lo seguono il senso di una grande partita collettiva, di una forte identità, paragonabile a quella degli esordi; e occorre dare agli italiani che lo avversano lo spazio democratico necessario a esprimersi compiutamente, esercitando nei fatti l’egemonia di chi guida la politica e non si lascia guidare dagli spiriti animali del vecchio partito delle procure. Oggi c’è un’opposizione fragile e confusa, ora troppo debole ora troppo aggressiva, ma l’obiettivo del governo e della maggioranza deve essere quello di ripristinare il funzionamento del sistema, isolando le provocazioni antipolitiche di Di Pietro e lavorando sui tempi lunghi di legislatura.³

Se Berlusconi dovesse riuscire a comunicare ai 17 milioni di italiani che l’hanno votato il senso della partita collettiva evocata da Ferrara, la sua epopea potrebbe ancora durare. Quella stessa partita noi dobbiamo giocarla costituendo nella società civile un’opposizione imperniata sui principi fondamentali della Costituzione repubblicana.

[1] http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/scheda_indice.asp?sez=indice&Comando=LET&NoDec=24&AnnoDec=2004&TrmD=&TrmM=
[2] http://ia311230.us.archive.org/3/items/TribunaleMilano/TribMilano26.9.08.pdf
[3] http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&currentArticle=NM1I7

Powered by ScribeFire.

Annunci

One Comment on “Lodo incostituzionale, due cose tecniche, un discorso politico”

  1. Strababaus ha detto:

    Qualcuno dovrebbe dire a Ferrara che al governo ci sono dei socialisti.
    Difficile per un socialista diminuire il peso dello Stato sulla vita dei cittadini.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...