Tartaglia, prendiamolo per quel che è

La solidarietà a Silvio Berlusconi è obbligatoria, si chiama legge. Un uomo ha attentato alla salute del presidente del Consiglio. Come tale deve essere perseguito. Fare giustizia della vile aggressione in Piazza Duomo è la più alta forma di solidarietà in uno stato di diritto. Non c’è bisogno di evocare, con la conseguenza di enfatizzarli, climi avvelenati da un’opposizione becera che avrebbe trasformato il Cavaliere in un bersaglio fisico, da abbattere. Dico questo con il massimo rispetto per i commentatori che stamani parlano con diverse sfumature, ma lo stesso, di degenerazione violenta dello scontro politico. L’attentato al presidente Berlusconi non si giustifica in alcun modo, non si spiega neppure come ha provato a fare Rosy Bindi in un’intervista rilasciata al quotidiano torinese La Stampa: “tra gli artefici di questo clima c’è anche Berlusconi, non può sentirsi la vittima. Questi gesti vanno sempre condannati, mai giustificati. Qualche volta però sono spiegabili. Certo, se si continua a dividere questo paese, alla fine…”. Se Massimo Tartaglia (foto ansa) è in cura da anni, saranno i medici specialisti in igiene mentale a dirci cosa l’ha spinto a lanciare la miniatura del duomo milanese addosso al capo del Governo. Al bando le speculazioni politiche sull’evento, prendiamolo per quello che è.

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2 commenti on “Tartaglia, prendiamolo per quel che è”

  1. bill ha detto:

    Troppo comodo fare finta di non vedere che l’aggressione trova spunto da mesi di una campagna avvelenata ed irresponsabile di Repubblica & Co. Troopo comodo dire, adesso, di abbassare i toni. Comodo e anche un pò vile.

    • Nicola ha detto:

      Bill, l’aggressore è una persona malata di mente in cura da 10 anni. Dare colpe alla sinistra, a Repubblica, al no b day, ai comunisti ecc.. mi sembra semplicemente strumentalizzazione.
      Inoltre non le sembra che il primo a dover abbassare i toni dovrebbe essere proprio il Presidente del Consiglio?


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