Cicchitto vomita rancore, solidarietà a Travaglio

Ecco una solidarietà non obbligatoria, com’era invece quella nei confronti del presidente del Consiglio, ma moralmente doverosa. Marco Travaglio è stato aggredito, nel corso del dibattito parlamentare, dall’on. Fabrizio Cicchitto che lo accusa di essere tra i mandanti morali dell’attentato a Berlusconi di domenica scorsa.

Il capogruppo del Pdl alla Camera ha compilato una vera e propria lista di proscrizione nei confronti di partiti e organi di stampa che si oppongono a Berlusconi, che coltivano un’opinione avversa a quella prevalente nel nostro paese (vale sempre la pena di riconoscerlo, ndr). Se sbaglia Italia dei Valori a fondare la propria opposizione sulle vicende personali e giudiziarie del presidente del Consiglio, se esagerano alcuni giornali nel fare l’eco ai procuratori della Repubblica, peggio fa Cicchitto quando attribuisce delle responsabilità morali a Travaglio e ad altri che semplicemente non esistono (è la tesi che sostengo da giorni su questo spazio, ndr), ma che se esistessero sarebbero gravissime, in ordine al gesto compiuto da Tartaglia in piazza Duomo a Milano.

Marco Travaglio fa il suo mestiere con grande rigore, documentando i fatti che porta all’attenzione dei lettori; esprime delle opinioni che ciascuno è libero di non condividere, delle quali risponde direttamente o indirettamente nei tribunali. Invece, per quello che ha detto dai banchi di Montecitorio, Cicchitto non risponderà a nessuno. Così, strumentalizzando la vile aggressione subita dal Cavaliere, vomita rancore nei confronti dei suoi avversari politici. Rinunci all’immunità, che sulle opinioni espresse e i voti dati dai parlamentari è ancora assoluta, e si difenda in tribunale dalle più che probabili azioni di Travaglio a tutela della sua credibilità.

Berlusconi, anche quando tiene un comportamento tecnicamente eversivo dell’ordinamento costituzionale, non istiga alla violenza. E’ tronfio, arrogante, istituzionalmente scostumato; violento no. In questo periodo prepara una pacifica riforma della Costituzione: ha i numeri e il consenso in caso di referendum confermativo. Lo stesso discorso vale per Di Pietro, che non istiga alla violenza pure se attacca quotidianamente il premier. Allora, se nessuno istiga alla violenza, perchè parliamo di degenerazione violenta, di odio politico? Perchè si alimenta questa tensione? A chi giova?

Rispondere a questi interrogativi non è facile, occorre prudenza. Intanto esprimo la solidarietà di Arancia Rossa [.org] a Marco Travaglio.

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