Dal legittimo impedimento allo Stato di partiti

Venerdì scorso ho assistito ad un’interessante e appassionata conferenza sul legittimo impeditmento. Relatori l’avvocato penalista Francesco Verri e il costituzionalista Silvio Gambino. L’evento è stato organizzato dal Popolo Viola di Cosenza.

L’avvocato Verri ha chiarito che il legittimo impedimento in Italia c’è già, disciplinato dal codice di procedura penale agli articoli 420-ter e 599. Se passasse il disegno di legge all’esame del Parlamento, il giudice non potrebbe più discernere sull’effettiva legittimità dell’impedimento reclamato da premier e ministri. Basterebbe un’autocertificazione del presidente del Consiglio, preso da “ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di Governo”, a far scattare il rinvio (fino a sei mesi) del processo penale ad altra udienza. Già questa deroga al principio d’uguaglianza appare ingiustamente discriminatoria tra chi riveste una carica di governo e gli altri soggetti di diritto.

Ma veniamo alla ratio della norma, definita dai media come “legge ponte”. Le disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza sono transitorie: la legge avrebbe un’aspettativa di vita non superiore ai diciotto mesi, il tempo necessario al varo di un lodo Alfano bis, da approvare con legge costituzionale. Ciò non eviterà la censura della Corte. Il prof. Gambino ha spiegato che non è sufficiente la procedura rinforzata (ex art. 138 Cost.) a validare una legge che viola nel merito, e non solo nel metodo, il principio dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge.

Allora il dibattito si è spostato su un tema che interroga tutti, non solo gli studiosi, visti i reiterati attacchi alla Costituzione. La tenuta delle istituzioni di garanzia. Il berlusconismo informa già il corpo elettorale, il Parlamento e il Governo. La deriva populista risparmia gli altri organi indefettibili dello Stato, Presidente della Repubblica e Corte costituzionale. Quanto a lungo, queste due istituzioni, possono arginare l’ingrossamento della funzione politica quando essa persegua finalità non conformi a Costituzione?

La dottrina prevalente e la giurisprudenza non li ritengono disponibili, ma dal Governo si levano voci inquietanti sulla necessità di modificare i principi fondamentali della Costituzione, a cominciare dall’articolo 1. Credono di disporre, con la maggioranza assoluta dei seggi parlamentari, di principi (lavorista, di laicità, pluralista, democratico, di uguaglianza, solidarista, internazionalista e pacifista) che sono insuperabili, la cui violazione configura un cambiamento di regime. Neanche il Duce del Fascismo – è uno dei passaggi più intensi del ragionamento di Gambino – cambiò la costituzione del Regno d’Italia. Lo Statuto Albertino, formalmente, rimase in vigore anche dopo le “fascistissime” del 1925-’26. Benito Mussolini non pretese per sé quel potere costituente che oggi si concentra nelle mani di Berlusconi.

Non ci aspettiamo un colpo di stato manu militari. La principale insidia del berlusconismo, che quotidianamente verifichiamo, è la deformazione della democrazia liberale, attraverso i media, in populismo. E alla democrazia populista, nella quale il leader interpreta in maniera esclusiva e diretta il volere del popolo, si risponde – è l’ultimo importante spunto della conferenza – con la partecipazione alla vita delle istituzioni pubbliche attraverso i partiti. Proprio così, la cittadinanza critica (quella del Popolo Viola lo è) deve sfociare, quando possibile, nella militanza partitica per testimoniare lo spirito democratico della Costituzione Repubblicana ad un livello, quello dei corpi intermedi, che impaccia l’esposizione del leader. Senza partiti, la volontà popolare è rimasta priva di uno strumento realmente efficace per la sua formazione e rappresentanza.

Leggi La crisi di regime e l’assalto alla Costituzione di Stefano Rodotà, “la Repubblica”, 22 gennaio 2010
Leggi Le parole di Brunetta e l’assalto alla Costituzione

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One Comment on “Dal legittimo impedimento allo Stato di partiti”

  1. […] Dal legittimo impedimento allo Stato di partiti Venerdì scorso ho assistito ad un’interessante e appassionata conferenza sul legittimo impeditmento. Relatori l’avvocato penalista Francesco Verri e il costituzionalista Silvio Gambino. L’evento è stato organizzato dal Popolo Viola di Cosenza. blog: Arancia rossa | leggi l'articolo […]


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