Danni collaterali

L’assalto alla Costituzione continua. Ma i tribunali resistono all’arroganza di un governo che viola il prinicipio di leale collaborazione tra poteri dello Stato, da ultimo tra enti costitutivi della Repubblica.

La legge elettorale del Lazio è regionale (13 gennaio 2005, n. 2). Il decreto legge 5 marzo 2010, n. 29 (c.d. “salva-liste”), interpreta gli articoli 9 e 10 della legge 17 febbraio 1968, n. 108. Dello Stato. Perciò il Tar del Lazio ha dichiarato l’inapplicabilità del decreto.

Dunque il Governo ha mancato il bersaglio, clamorosamente, ma non per questo ha fatto meno danni. Possiamo chiamarli collaterali. Come le vittime civili dei bombardamenti, come gli effetti indesiderati dei farmaci. Ritenuta la straordinaria necessità e urgenza di consentire il corretto svolgimento delle elezioni, il Consiglio dei Ministri ha emanato un decreto lesivo delle prerogative costituzionali della Regione Lazio. Con ciò innescando un serie vorticosa di ricorsi alle sedi giurisdizionali più diverse, dall’ufficio elettorale del Tribunale di Roma alla Corte Costituzionale, che rischiano di far saltare le elezioni, altro che salvarle.

Ho smesso di guardare allucinato alle vicende di questi mesi. È ormai certo: l’ignoranza, che fa il paio proprio con l’arroganza, ha preso il potere. Ministri e sottosegretari di Stato, gli stessi consulenti giuridici del governo. Ciucci e presuntuosi.

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