Raiperunanotte

Trasmessa da Current tv, Sky, RaiNews24 e una quarantina di emittenti locali, Raiperunanotte ha fatto il 13% di share. Centinaia di migliaia gli spettatori sul web: 350.000 solo sul sito di Repubblica. Un successo senza precedenti viste le modalità della trasmissione.

L’iniziativa della Federazione Nazionale della Stampa e dell’Usigrai, con in testa Michele Santoro, ha infranto il muro della censura. Ha svecchiato il modo stesso di approfondire le notizie, raggiungedo il pubblico via web, digitale terrestre e piattaforma satellitare. Ha alleggerito il format televisivo di Anno Zero con contributi di alto valore artistico e comunicato il senso, profondo, di una manifestazione storica.

Il Governo ha impedito che gli elettori fruissero, per l’intera campagna elettorale, dell’approfondimento giornalistico, sulle reti Rai, di notizie politicamente rilevanti. Ma la Radiotelevisione italiana è la società concessionaria in esclusiva del Servizio Pubblico radiotelevisivo. Dunque è una fonte istituzionalemente necessaria d’informazione per i cittadini. Sempre, anche durante la campagna elettorale. Soprattutto durante la campagna elettorale.

L’informazione non deve essere confusa con la comunicazione politica. È giusto pretendere che i partiti accedano in condizioni di parità alle reti del servizio pubblico. Ma le responsabilità di un giornalista sono diverse rispetto a quelle di un moderatore di dibattiti televisivi: il primo dà le notizie e le approfondisce con i contributi, esterni alla sua redazione, che ritiene più utili; il secondo è l’arbitro imparziale di una discussione che deve rendere comprensibile agli spettatori.

Nel caso di una tribuna elettorale l’Agcom tutela il consumo di una libertà fondamentale del cittadino, quella di conoscere i candidati, tutti, e le loro proposte. Proprio questo è il punto: nè Anno Zero nè Ballarò sono mai state tribune elettorali. Sono piuttosto degli ibridi, “talk d’informazione”, che non incontrano il mio personalissimo gradimento: preferisco i rotocalchi à la Report o Presadiretta.

Ma la sospensione di Santoro e Floris non si giustifica certo a partire dal diritto di tribuna. È piuttosto il riscontro patologico di un male che afflige l’Italia. Lo temo. E inizio a compatire la gente che non manifesta la minima sensazione di sè, negativa, in relazione all’atteggiamento dispotico del Governo, del suo capo.

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