Il paradosso di Loiero, buon lavoro a Scopelliti

Non sono il primo a rilevare un paradosso giuridico nel meccanismo elettorale che abbiamo saggiato in questa tornata di consultazioni, la contingenza politica mi suggerisce almeno un passaggio sul punto. Dell’elezione a consigliere regionale di Agazio Loiero. L’art. 5 della legge cost. n. 1 del 1999 riserva un seggio al candidato presidente che ha conseguito un numero di voti immediatamente inferiore a quello del candidato proclamato eletto, in modo da garantire la presenza in Consiglio del capo dell’opposizione. A beneficiare di una norma siffatta è l’ex presidente Loiero. Che non solo ha perso da Scopelliti, ma ha preso meno voti delle liste a lui collegate. Dunque non può ritenersi, autorevolmente, leader del centrosinistra, capo dell’opposizione come presume la legge. Otto partiti hanno superato lo sbarramento previsto per l’accesso alla ripartizione dei seggi. Tra questi Italia dei Valori. Secondo me è irragionevole che entrino in Consiglio candidati di Idv eletti in liste circoscrizionali e non anche il leader della coalizione Callipo.

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Buon lavoro a Giuseppe Scopelliti, nuovo presidente della Giunta regionale calabrese con oltre il 57% dei voti. In Consiglio avrà una maggioranza larga e apparentemente omogenea. Trenta consiglieri tra Pdl, Udc e due liste civiche. Numeri importanti per una legislatura che si giocherà su tre temi fondamentali.

Primo. Il rientro dalla situazione di deficit della sanità, ereditata dalle precedenti gestioni. C’è un piano in atto che potrebbe essere parzialmente rivisto alla luce dei risultati elettorali.

Secondo. Le infrastrutture, Scopelliti è tornato nelle ultime ore sull’argomento: “Dobbiamo uscire dall’isolamento in cui la Calabria è confinata. Senza l’alta velocità ferroviaria, un’A3 finalmente veloce e funzionale, una SS106 ammodernata e il Ponte sullo Stretto non possiamo essere competitivi. Lavoreremo moltissimo sul sistema delle infrastrutture, valorizzando le risorse portuali e aeroportuali. Non possiamo rimanere così isolati dal resto del mondo”. La competenza in materia, specie quella delle grandi reti di trasporto e di navigazione, è concorrente. La corrispondenza di segno politico tra le amministrazioni coinvolte, statale e regionale, è nel senso comune una condizione favorevole alla realizzazione di opere pubbliche in un dato territorio. Vedremo i fatti.

Infine, ma non ultimo, il federalismo fiscale. L’inveramento dell’autonomia finanziaria ex art. 119 Cost. responsabilizzerà le giunte regionali e degli enti locali dal punto di vista dell’economicità della gestione. Ho forti dubbi che Scopelliti possa manovrare con sufficiente autonomia da esponenti del suo partito che hanno costruito intere carriere sulla gestione irresponsabile dei flussi di denaro pubblico provenienti dal centro, diretti verso la periferia, dunque su una finanza completamente derivata, sulla dipendenza della nostra regione dal gettito delle aree economicamente più sviluppate del Paese. Le eminenze del presidente Scopelliti si adopereranno ai livelli più alti della politica nazionale, trovando una sponda nell’opposizione, perchè in sede di legislazione delegata non si esageri troppo con la concorrenza tra territori nella produzione di servizi pubblici. Questa finirebbe, dopo un periodo iniziale di lacrime e sangue, per rendere più efficiente l’andamento della pubblica amministrazione e meno dominante l’ego dei politici locali.

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