Il bavaglio

PdL uguale Popolo delle Libertà, già: libertà di agire indisturbati senza la scocciatura dell’opinione pubblica e senza dover dar conto delle proprie azioni a quei rompipalle dei cittadini. Diamo, allora, il nome giusto alle cose: da sempre il Popolo del Libertinaggio non riesce a digerire la Costituzione e i suoi principi fondamentali. Ogni qualvolta i berluscones tentano di legiferare s’imbattono in questo Scomodo Ostacolo che nonostante tutto continua a resistere ai tanti disperati attacchi. L’art. 21, primo comma, Cost. recita:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Puntuale arriva il ddl Alfano sulle intercettazioni, ribattezzato ‘legge bavaglio’: gli editori e i giornalisti che avessero intenzione di pubblicare conversazioni private, anche se di pubblico interesse e di rilevanza penale, verrebbero colpiti da pene pecuniarie e addirittura detentive. Tradotto in berlusconese suonerebbe più o meno così:

voi guardate la televisione, il tg1, il tg2, il tg4, il tg5, studio aperto, Uomini e Donne, il grande fratello, l’isola dei famosi e tutti gli altri programmi lobotomizzanti. Poi votate e non rompete più le scatole e se qualcuno cerca di informarvi correttamente lo stronchiamo subito. Al resto ci penso io (ghe pense mi).

Non tutti però rispondono ‘si, padrone’. C’è chi, come il direttore di skytg24 Emilio Carelli e il prof. Roberto Mastroianni (docente di Diritto dell’Unione Europea presso l’Università di Napoli) pensa di ricorrere alla Corte europea dei Diritti dell’uomo, la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e la FIEG (Federazione Italiana Editori e Giornalisti) promettono una grande manifestazione nazionale, il prof. Stefano Rodotà sta raccogliendo le firme contro questo disegno li legge sul sito http://nobavaglio.adds.it/, il CSM denuncia l’incostituzionalità del ddl, la Corte Costituzionale ribadisce la necessità di evitare ogni censura, il Fatto Quotidiano ha annunciato disobbedienza civile. Addirittura è critico anche il capo della polizia Manganelli e addirittura si è scomodato il sottosegretario del Dipartimento Penale USA con delega per la lotta alla criminalità organizzata, Lanny A. Breuer, che ha espresso preoccupazione per l’insorgere di eventuali ostacoli ‘all’ottimo lavoro fatto finora dai magistrati italiani’.

I giornalisti (e non solo), insomma, sono sul piede di guerra. Eccetto il direttore del tg1 Minzolini-Scodinzolini (lui il bavaglio, da bambino obbediente, se lo è già messo da solo da diverso tempo), anch’egli vittima di alcune intercettazioni che smascherano la sua cordiale amicizia coi furbetti degli appalti del G8 Anemone e Balducci.

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