Sulla pena di morte, appunti

Il fatto
Stati Uniti d’America, 1985. Ronnie Lee Gardner, un duplice omicida, è condannato a morte dalla giurisdizione dello Utah, 45° stato dell’Unione. Sede principale del mormonismo (rectius: Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni), lo Utah ha reintrodotto la pena capitale nel 1976. Gardner può scegliere come morire e opta per la fucilazione. Una legge del 2004 vieta questa modalità di esecuzione della pena ma salva i diritti acquisiti prima di quella data. Il 18 giugno 2010, allo scoccare della mezzanotte, cinque volontari con indosso un cappuccio sparano quattro colpi (un fucile è caricato a salve) al cuore del condannato. Gardner è dichiarato morto venti minuti dopo.

Le reazioni
Secondo l’avvocato di Ronnie Lee il suo assistito non intendeva farsi pubblicità, ma la pena di morte è tornata al centro del dibattito sui diritti umani, nelle ultime settimane, in virtù della scelta forte di Ronnie.

Un paese cristiano

Scirchio evidenzia il paradosso di un paese cristiano che pratica ancora la legge del taglione: se la vita è un dono di Dio, solo Dio avrebbe il potere di concederla e di toglierla. Ma la contraddizione è solo apparente. Confrontandomi con Biondi e Lupi sull’argomento mi è corso l’obbligo di precisare che:

L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani […]

Secondo La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che informa lo spirito pubblico dello Utah, chi commette un grave delitto può redimersi solo versando il proprio sangue in punto di morte. È il ‘Blood Atonement’ che restaura definitivamente, nella dottrina dei mormoni, la legittimità della pena di morte per l’amministrazione della giustizia. Anche il cristianesimo protestante, come quello cattolico, conserva la pena capitale come ultima ratio per la tutela del bene comune.

I precedenti del potere temporale
La Chiesa Cattolica potrebbe rendere disambigua la propria teologia dal momento che si dichiara per l’abolizione della pena capitale nel mondo e Giovanni Paolo II cancellò l’istituto dalla legge fondamentale dello Stato Pontificio nel 2001.

I precedenti del potere temporale ci paiono giustamente lontani: l’ultima condanna a morte decretata da un papa (Pio IX) risale al 1867. Alla fine di settembre Garibaldi invade il Lazio alla testa di diecimila volontari. A Roma è proclamato lo stato d’assedio, la legge è applicata con marziale intransigenza. Il 22 ottobre, in un attentato dinamitardo muoiono ventisette persone: ventitré zuavi francesi e quattro civili romani. Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti sono accusati della strage. Riconosciuti colpevoli dal tribunale della Sacra Consulta, l’autorità del Papa provvede nei loro confronti con il taglio della testa. Sui segreti del processo Monti e Tognetti Gaetano Sanvittore ha scritto un romanzo (Milano, 1869); ai due martiri il Carducci dedicò un’ode. Al cinema i fatti sono rappresentanti nel film di Luigi Magni In Nome Del Papa Re (Italia, 1977).


Dai padri pellegrini a Obama

La pena di morte negli Usa s’inquadra in un sistema culturale di cui l’etica protestante, dunque il cristianesimo, è parte fondativa. Dai tempi dei pilgrim fathers l’America è attraversata da ondate di moralismo punitivo, è ispirata da quel rigorismo puritano che colonizzò la Nuova Inghilterra nel XVII secolo. I gruppi cristiani più radicali hanno avuto un peso determinante nell’elezione alla Casa Bianca di George W. Bush; Barack Obama si è presentato come leader cristiano alle primarie dei democratici nel 2007:

i laici sbagliano a chiedere ai credenti di mettere da parte la religione se entrano in politica. È un’assurdità, la nostra legge è per definizione la codificazione della morale, gran parte della quale è radicata nella tradizione giudaico-cristiana

E nella tradizione giudaico-cristiana la pena di morte c’è.

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6 commenti on “Sulla pena di morte, appunti”

  1. Francesca ha detto:

    Ormai nulla mi sconvolge più, ma questa è davvero bella! Grazie per aver “pubblicizzato” questa notizia (non quella della fucilazione di Gardner, ben nota, ma quella della liceità della pena di morte secondo il catechismo della chiesa) perchè credo che siano davvero in pochi ad esserne a conoscenza.

    • Antonio De Rose ha detto:

      Forse lo sanno in pochi, ma non per questo è una notizia. Grazie a te per avermi commentato. Su Facebook Ste Tavano ha scritto: ‘post interessante, soprattutto privo del can can di “giusto o no” di cui è pieno il web’. Mi ha fatto tanto piacere.

  2. Nicola Scirchio ha detto:

    Per i cattolici il rispetto della vita è talmente esagerato da non ammettere l’aborto né l’eutanasia, in nessun caso.
    Addirittura (correggetemi se sbaglio) non è ammesso fare ricerca sulle cellule staminali, nè esami genetici sugli embrioni nella fase pre-impianto. Ma non ci sono problemi se si vuole condannare a morte un uomo che ha sbagliato… Nonostante Qualcuno, duemiladieci anni fa, consigliò di perdonare e porgere l’altra guancia.

    • Antonio De Rose ha detto:

      Ho citato il catechismo per dire che la Chiesa cattolica non esclude la pena di morte. Non è che la raccomandi, anzi. La morale ultracristiana degli americani è un’altra cosa.

      • Francesca ha detto:

        cosa vuol dire “non esclude”? E perchè “esclude” i test su embrioni pre-impianto, perchè “esclude” l’aborto in ogni caso? Poi, Antò, in questi casi a mio modesto parere è comodo fare la cronaca di un avvenimento tanto brutto, rilevare che tale orrore “non è escluso” dalla Chiesa e poi evitare di esprimere il proprio parere con i “giusto o ingiusto”. Io dico che NON E’ GIUSTO. E lo ribadisco.

  3. Antonio De Rose ha detto:

    Cara Francesca, sono ‘appunti’ sulla pena di morte. Il mio parere lo conosci bene, sono un abolizionista. Risolvere l’ambiguità della teologia cristiana sul tema è materia che non mi compete. Perciò, alla domanda ‘è giusto che in un paese cristiano si mettano a morte gli assassini?’ rispondo che non è giusto da nessuna parte. Per me la vita è un diritto della persona indisponibile per la persona stessa. Figuriamoci per il potere pubblico, che non può sanzionare un omicidio ammazzando l’omicida.

    baci e abbracci


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