Li chiamavano “rottamatori”

I giovani del progetto Prossima Italia promuovono in tutto il Paese discussioni e iniziative. Tema di fondo “l’innovazione della politica, attraverso l’uso di mezzi, linguaggi e modelli di partecipazione nuovi”. A Cosenza, presso la Casa delle Culture, Pippo Civati incontra cittadini ed esponenti politici per ricostruire il Pd e il centrosinistra in Calabria. Il consigliere regionale della Lombardia, classe 1975, pone una questione generazionale, di svecchiamento del ceto dirigente dei partiti e delle istituzioni, “perché la politica non si fa per sempre”. “Il ricambio è d’impatto. La stessa acclamazione di Angelino Alfano a segretario politico del Popolo della Libertà può funzionare dal punto di vista della comunicazione; non tenerla nel debito conto sarebbe da parte del Pd un terribile errore”. Prossima Italia non è una corrente, Civati rappresenta il Partito democratico tutto; stimolato dagli interventi in sala, invita le componenti del partito locale al dialogo tra loro per ricucire le divisioni della recente campagna elettorale. Auspica per il livello nazionale un’apertura maggiore del Pd verso Italia dei Valori e Sinistra e libertà, un coordinamento tra le forze di centrosinistra che aspirano al governo del Paese: “Bersani, Di Pietro e Vendola dovrebbero vedersi più spesso insieme”. Ai meridionali Civati chiede di non sentirsi “speciali” nonostante le difficoltà: “nel resto d’Italia non si sta poi così bene”; “di voi, al Nord, abbiamo un’immagine caricaturale, continuamente riprodotta dal provincialismo della Lega”. Il Pd giocherebbe la sua partita decisiva proprio al Sud: “quando ero piccolo mi hanno insegnato che le elezioni si vincono qui”; “credo ancora in questo partito, ma dobbiamo verificare il suo grado di interlocuzione con i giovani, offrendo soluzioni non generiche alla questione del precariato, e con il Mezzogiorno”. Nella sua rete nazionale di mobilitazione, Prossima Italia potrà contare anche su Massimo Canale, già candidato a sindaco di Reggio Calabria. E’ la prima volta che Canale parla in pubblico dopo le elezioni; racconta la sua esperienza, le difficoltà incontrate nella corsa a Palazzo San Giorgio che lo ha visto perdere da Demetrio Arena, ma imporsi come leader di riferimento del centrosinistra reggino. Per Canale l’età non conta tanto: “i giovani sono giovani se hanno la capacità di rompere gli schemi”. Altrimenti, direbbe il sociologo Massimo Cerulo, sono “giovani vecchi”.

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One Comment on “Li chiamavano “rottamatori””

  1. andrea ha detto:

    leggo solo ora: ma Civati non sembre voler intraprendere la via dell’innovazione ma quella delle rassicuranti certezze ideologiche di una sinistra d’antan, perciò non lo reputo giovane d’idee ma solo anagraficamente


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