I giovani e i social network

Facebook, la comunicazione, l’informazione, i giovani ed il tempo libero sono alcuni dei temi trattati durante l’incontro tenutosi presso l’Istituto d’Istruzione Superiore di Castrolibero (CS) promosso dal comitato di gestione della biblioteca “Corrado Alvaro”. Grazie al lavoro di Matteo Dalena e di Anna Cané, due validi collaboratori della suddetta biblioteca, è stato possibile organizzare un evento tutto incentrato sulle giovani generazioni e sui i nuovi metodi di comunicazione. The Social Network, il film ormai cult sulla storia di Facebook, ha fatto da “apripista” agli interventi del sociologo Massimo Cerulo, del giornalista Alfredo Sprovieri e del sottoscritto. Evidenziando gli aspetti positivi e negativi che i social network offrono alla comunità ed entrando nell’analisi di quella vita quotidiana che contraddistingue gran parte dei moderni studenti delle scuole superiori, i relatori (escludo la mia persona per evidenti ragioni di conflitto d’interesse) sono riusciti a catturare l’attenzione dei giovani allievi presenti in aula. Facebook come potentissimo mezzo di comunicazione, come fonte di innumerevoli informazioni, come svago, come relax, ma anche come eccessiva perdita di tempo a discapito dei rapporti umani, come alienazione dal mondo reale. Non è una perdita di tempo se si condividono informazioni di pubblico interesse, se si organizzano eventi o incontri, se si vuole comunicare rapidamente con una o più persone. D’altra parte non è certo un bene eliminare completamente la piazza reale per dedicarsi esclusivamente a quella virtuale. Interagire con uno schermo spesso elimina inibizioni e timori che altrimenti in un normale faccia a faccia pregiudicherebbero il nostro comportamento: questo può essere un bene sul momento, ma non nel “lungo periodo” quando fra una persona ed un’altra lo schermo scompare e ritorna il rapporto umano. Giocare, rilassarsi, estraniarsi si può e si deve fare, ogni tanto. Poi però bisogna spegnere il mondo dei sogni e tornare con i piedi per terra ed occuparsi delle cose reali. Dal tavolo dei relatori questo era il messaggio che si voleva mandare ai ragazzi: utilizzare consapevolmente le enormi potenzialità che ci offre il progresso senza abusarne. “Medio tutissimus ibis”, “est modus in rebus” direbbero Ovidio ed Orazio. Non è un bene esagerare, come in ogni cosa.

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