Come Mad Max, la mia oasi è Panebianco

Cosenza, lunedì 23 gennaio 2012, ore 15.00. Le pompe di benzina della Riforma sono già a secco. La fila al carissimo distributore di via Roma arriva fino alle Poste. Se la gente è in coda lì, gli altri devono essere tutti esauriti. Provo a piazza Loreto, niente. Viale Parco, all’incrocio con via Antonino Scopelliti, di fronte Eni e TotalErg. Tutto finito. La mia oasi è Paniebianco, sono servito dopo ansiosi venti minuti. George Miller, nel suo Mad Max, immagina un mondo post atomico in cui gli uomini si combattono per impadronirsi dell’ultima benzina. Quanto è distante da noi questo scenario? La rivolta dei forconi paralizza da giorni il Paese. Nei mercati non si trova più frutta e verdura. Blocchi stradali filtrano i beni di prima necessità. Il governo non sia forte coi deboli e debole coi forti. Per i camionisti il gasolio è pane, gli aumenti delle accise sono irragionevoli. La solidarietà nei confronti dei camionisti è senso comune tra i cittadini. Non dovremmo subire la protesta ma, da parte nostra, esigere strategie per la sostenibilità dell’economia italiana. Incentivi all’utilizzo dei mezzi pubblici per chi non vive facendo l’autotrasportatore. Una disciplina ferrea delle nostre interazioni con l’ecosistema. Lo stiamo perdendo.

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