Spettatori di una farsa

Api s’avvicina a Scopelliti, immagina un comune percorso con il centrodestra, è ansiosa di far parte della maggioranza a Palazzo Campanella. Il coordinatore di Alleanza per l’Italia in Calabria è il senatore Franco Bruno, eletto a palazzo Madama nelle liste del Partito democratico, proveniente dalla Margherita. Il movimento di Rutelli esprime in Consiglio Regionale un solo rappresentante, Rosario Mirabelli. Il quale è stato eletto nella civica Autonomia e Diritti, collegata ad Agazio Loiero, per transitare in un secondo momento nel gruppo misto. Era ed è un consigliere di opposizione: non ha votato il bilancio, non ha votato il piano casa, precisa sulla stampa che non ha “nulla a che spartire con il centrodestra di Scopelliti”. Mirabelli spiega che il presidente della giunta regionale vuole allargare la sua maggioranza ai centristi per proporre lo stesso schema in ambito nazionale e accreditarsi come leader del Pdl. Difficilmente Bruno otterrà dal suo consigliere l’appoggio a Scopelliti dunque. Ma non è questo il punto. La cronaca di questa miserabile vicenda ci permette diverse notazioni. A Scopelliti conviene espandere la maggioranza che lo sostiene per comprimere l’autonomia del Consiglio regionale, per limitare il controllo democratico sul suo operato. Il coordinatore di Api Bruno è entrato in un gioco più grande di lui. Almeno la sensazione è questa. Ha fatto due conti. In un confronto bipartitico, Pdl versus Pd come nel 2008, non avrebbe alcuna possibilità di essere confermato al Senato. Allora si spende per la costruzione di un “polo dei moderati”, con il Popolo delle libertà, per abbattere gli sbarramenti dell’attuale legge elettorale. Il fenomeno del trasformismo è talmente apprezzato dalle nostre parti che uno come Bruno si fa eleggere alle politiche con il Partito democratico, centrosinistra, passa nel corso della legislatura con Api, terzo polo, e prepara la sua rielezione in una coalizione di centrodestra. Tutto con la massima trasparenza. Bruno non ha niente da nascondere, non teme che il suo comportamento incontri una sanzione. E la realtà gli dà ragione. Non è lui stravagante, siamo noi ottusi e retrivi; ci sembra che la politica declinata alla maniera di Bruno sia grottesca, ci sentiamo spettatori di una farsa. Invece no, Bruno è più realista del re.

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