Come Oscar Freire

Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi da Cisano Bergamasco, è un pragmatico, uno che dice di sé appena designato alla presidenza degli industriali: “Ho avuto la maggioranza e sono molto contento; in termini sportivi ce l’ho messa tutta, ho vinto sul filo di lana, ho fatto come Oscar Freire – il tre volte campione del mondo iberico sponsorizzato fino al 2002 proprio dall’azienda di famiglia – che veniva fuori negli ultimi 50 metri e batteva tutti”. Un concreto che intende restituire centralità all’industria manifatturiera, che mal sopporta lo strapotere della finanza sull’economia reale. Uno che spende ma non sciala, soffre dietro al Sassuolo Calcio portandolo gradualmente, senza strepiti, dai dilettanti alle soglie della massima serie. Uno che non adopera mezzi termini e sulla riforma del lavoro attacca il governo Monti: “è una vera boiata, ma non possiamo che prendercela così”. La Fornero è sicura che Squinzi si ricrederà. Di sicuro c’è solo che il signor Mapei non sarà un cliente facile, un docile interlocutore, per l’esecutivo dei tecnici.

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