Servo e padrone

La sensazione che ho avuto da spettatore, all’anfiteatro Tieri di Castrolibero (CS), del recital di Gianfranco Jannuzzo è stata quella che si prova in un’aula universitaria, gremita di studenti e accademici, al cospetto di un grande cattedratico. Una lectio magistralis. Jannuzzo è un attore e commediografo di talento nutrito da irripetibili esperienze: il Laboratorio di Esercitazioni Sceniche di Proietti, il varietà televisivo di Falqui, il sodalizio con Bramieri, la consacrazione alla corte di Pietro Garinei. Capace di intrattenere l’uditorio più esigente, di assorbirne l’attenzione come un’idrovora. Servo del pubblico, padrone della scena. La leggerezza è quella del teatro d’arte varia, popolare, non di massa. La qualità delle caratterizzazioni è alta, da dramma in senso stretto. Gianfranco Jannuzzo è attore-scrittore dei suoi pezzi, scientifica la rassegna dei tipi umani, delle situazioni sociali e ambientali che identificano il nostro Paese. Dopo due ore di raffinata esilarante comicità, il professore si congeda da un pubblico appagato. Fine della lezione.

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