Il momento dell’onore

Rita Levi Montalcini è morta a 103 anni nella sua casa di Roma. Non è il momento del dolore. È una volta di più il momento dell’onore. Italiana di Torino, tra i principali artefici del progresso scientifico nel secolo scorso. Ebrea costretta alla clandestinità durante la Seconda Guerra Mondiale, antifascista. Il suo lascito non consiste solo di clamorose scoperte nell’ambito della neurologia: per il fattore di crescita nervoso (NGF) fu insignita del Nobel nel 1986. Rita Levi Montalcini ebbe un ruolo nel movimento di emancipazione femminile, fu per la regolamentazione dell’aborto, antiproibizionista; prestò il suo carisma alle lotte per i diritti civili. L’approccio alla ricerca metodologicamente inappuntabile le valse l’ammissione, prima donna nella storia, alla Pontificia Accademia della Scienze. Epistemologa. Per la libertà della ricerca: “Non si può mettere un lucchetto al cervello umano“. Sensibile al tema della sostenibilità etica delle scienze applicate: “non tutto ciò che tecnicamente può essere fatto deve necessariamente essere fatto“.

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