Cordialmente, Giacomo Mancini

Stamattina sono al lavoro. Come ogni mattina la prima mia azione quotidiana è la lettura delle e-mail di entrambi i miei account, quello del lavoro e quello privato. In quest’ultimo sono attirata da una mail in particolare, quella di un uomo politico che mi chiede il voto. Di seguito, senza ulteriori commenti, riporto la mail inviatami e la mia risposta. Enjoy yourself.

Sono candidato al Parlamento Europeo insieme a Silvio Berlusconi nella lista del Popolo della Libertà della circoscrizione Sud che comprende l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise e la Puglia. Cliccando sul mio blog www[dot]giacomomancini[dot]it troverai informazioni sulla mia persona, sulle mie idee e potrai seguire la mia campagna elettorale. Ho l’ambizione di rappresentare in Europa un Mezzogiorno nuovo: fattivo, dinamico e pulito. Se vuoi telefonami al xxxxxxxxxx, o scrivimi a segreteria[at]giacomomancini[dot]it. Spero tanto di meritare il Tuo sostegno. Cordialmente,

Giacomo Mancini

Sarò semplice e diretta. Se risponderai, caro Giacomo, potrei anche prendere in considerazione l’idea di una tua candidatura. Vengo al dunque. Come è possibile che il nipote del più grande socialista del mezzogiorno, di un antifascista nenniano si possa candidare con Silvio Berlusconi? Come è possibile che tu, caro Giacomo, che ti dicevi fervente sostenitore delle idee di tuo nonno che parlavi di Berlusconi come del tuo più acerrimo nemico, che nel 2006 ti candidasti a sindaco di Cosenza, sostenuto dalla Rosa nel Pugno e da Rifondazione Comunista, ora chiedi a me il voto e sei nelle file del partito di un uomo che ha scelto come alleati Bossi, Fini, Maroni, Alemanno cioè tutti coloro i quali fino a poco tempo fa erano avversi a te? Come può un uomo essere credibile dopo un tale, pindarico salto della quaglia? Perché io dovrei adesso fidarmi di te, caro Giacomo? Quale garanzia ho che affidando il mio voto, e quindi i miei ideali, il mio futuro, il mio senso politico a te tra qualche anno non cambierai di nuovo idea proponendoti nelle fila… che ne so… magari dei “comunisti italiani” o dei “fascisti su Marte”? Ti prego, illuminami è un periodo nero ed ho bisogno di luce! Distinti saluti,

Francesca Romana Lupi


A Bilbao può succedere che

In una mattina dedicata a sbrigare faccende burocratiche può capitare di soffermarsi a chiacchierare con degli impiegati comunali. Dopo avere, rapidamente, completato le pratiche una signora ti chiede quale aria si respiri in Italia, il tuo paese di provenienza; chiede conferma a proposito delle stucchevoli notizie che giungono dalla penisola. Cerca di capire i perché della deriva politica e sociale italiana, della quale i media locali offrono dettagliate informazioni. È difficile, per chi è nato e cresciuto nel Paese Basco, comprendere perché vi sia un tale accanimento contro le persone di etnia Rom, perché una città come Napoli sia sommersa dai rifiuti o perché un governo come quello di Berlusconi sia al potere. Puoi cogliere, negli occhi della tua interlocutrice, una sorta di disappunto. Un sentimento di compassione verso un popolo cui si sente empaticamente legata e del quale si rammarica per la situazione in cui versa. E tu, inconsapevole e occasionale, rappresentante dei tuoi concittadini fissi nel vuoto cercando di offrirle qualche rassicurazione, un appiglio che ti porti a dire “tranquilla, perché a breve tutto sarà risolto”; ma, in questo momento, è impresa francamente ardua.

farabundo martì