Tartaglia, populismo, strumentalizzazione

Tartaglia, una malvagia spia del KGB. Manca solo questa dopodiché non ci sarà più nulla da dichiarare sull’aggressione di Milano. Colpa di Di Pietro, colpa del clima di violenza, colpa del No B Day, colpa di Annozero, colpa de “la Repubblica”, colpa di Rosy Bindi. Colpa dei nemici di Berlusconi.
Dobbiamo andare tutti d’accordo ed essere bravi bambini, altrimenti le persone malate di mente potrebbero adirarsi e scagliare un Duomo in miniatura nei denti del premier. Quindi vietato opporsi e criticare, basta con le manifestazioni “contro”. Abbracciamoci e cantiamo tutti insieme “Menomale che Silvio c’è” e tutta la compilation di Apicella affinché possiamo vivere tranquilli in un mondo allegro e senza violenza. Mettiamo da parte il libero arbitrio, la nostra ragione e il nostro pensiero. In cambio potremo saltellare leggiadri sulla fresca erbetta dell’Eden fra uccellini festosi che volano felici nel cielo dell’azzurra libertà.
Troppa gente sta gettando fango sull’opposizione, parlamentare ed extra-parlamentare, strumentalizzando l’isolata azione di uno squilibrato in cura da tanti anni. Sono i fedelissimi “berluscones” che, edotti dal loro stesso capo, usano questo particolare avvenimento con la solita scorrettezza politica. Ripetono che bisogna abbassare i toni, che il clima di odio venuto a crearsi intorno al premier non fa bene al Paese. Ma stanno zitti, anzi, rincarano la dose quando il loro leader si scaglia violentemente contro il potere giudiziario, contro il Presidente della Repubblica e contro la Costituzione. Non una sola critica è stata mossa contro il premier quando dal palco, poco prima dell’aggressione, ha urlato il suo sdegno con tutta la sua forza verso un gruppo di contestatori presenti in piazza. Allora chi per primo deve abbassare i toni?

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