Senza speranza, o quasi

Sono ancora un romantico della politica, ma profondamente deluso da chi pretende di amministrarla. Sto iniziando a generalizzare, a fare di tutta l’erba un fascio, a non fare più differenza tra i partiti politici. Da parte mia piovevano critiche su coloro che, rassegnati, mi dicevano in cosentino “tanto sù tutti i na mala manera”, “sù tutti delinquenti”, “sù tutti d’accordo”. Devo ricredermi e devo ammettere di aver avuto torto per tutto questo tempo. Devo anche chiedere scusa se troppo spesso ho suggerito di mettere la croce sul simbolo del PD, mi vergogno di aver fatto un pò di campagna elettorale per il nuovo partito del centro sinistra italiano. Il pizzino che l’onorevole(?) Nicola Latorre (PD) ha passato al “nemico” Bocchino (PDL) per suggerirgli le risposte da dare a Donadi (IDV) è l’esempio lampante del triste inciucio che c’è fra maggioranza e opposizione. Latorre non si è dimesso, il PD non l’ha sbattuto fuori a calci e sputi, il PDL ringrazia in silenzio e l’Italia sprofonda sempre di più in un baratro di tristezza senza fondo. Se c’è un futuro ritengo che sia necessario trovarlo in liste civiche autonome che dal piccolo delle città riescano a smantellare il sitema partitico attuale per crearne uno completamente nuovo nel giro di qualche anno.